FRIULANO. PELLEGRINO (AVS): DOPO LEGGE TUTELA LA SFIDA SI SPOSTA IN UE
(ACON) Trieste, 1 ott - "La celebrazione del 30esimo
anniversario dell'approvazione della legge regionale 15 del 1996,
svoltasi nell'Aula del Consiglio regionale a Trieste, non
rappresenta soltanto il doveroso omaggio a una pietra miliare
della nostra specialità autonomistica, ma deve trasformarsi nel
volano per un rilancio politico profondo sulla tutela identitaria
nel contesto del pluralismo europeo".
Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino
(Alleanza Verdi e Sinistra) a margine del momento istituzionale
dedicato alle norme per la tutela e la promozione della lingua e
della cultura friulane e istituzione del servizio per le lingue
regionali e minoritarie, a cui hanno partecipato Carles Duarte i
Montserrat, poeta e scrittore catalano e Eros Cisilino,
presidente dell'Arlef.
"Trent'anni fa - osserva Pellegrino - il Friuli Venezia Giulia
tracciava una strada pionieristica riconoscendo nel friulano,
così come nello sloveno e nel tedesco, un valore universale e non
un recinto di interessi particolari. Oggi, tuttavia, la sfida si
sposta inevitabilmente sullo scacchiere europeo. La tutela delle
minoranze linguistiche non è folklore, né mera conservazione del
passato, ma un pilastro della democrazia europea e della
ricchezza transfrontaliera che definisce la nostra stessa essenza
continentale".
"La memoria storica - aggiunge l'esponente di Avs - ha senso solo
se si traduce in scelte strategiche e strutturali nel presente.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito a troppe contraddizioni. Se
da un lato si celebrano le ricorrenze, dall'altro segnaliamo i
gravi ritardi che ancora penalizzano la piena operatività dei
servizi informativi radiotelevisivi in lingua friulana nei
palinsesti Rai, nonostante le importanti risorse stanziate. Non
possiamo permettere arretramenti gestionali o visioni miopi che
parcellizzano i diritti culturali, esiliandoli in qualche
cassetto e relegandoli nell'oblio del tempo".
"Il Friuli Venezia Giulia - prosegue Pellegrino - deve tornare a
fare massa critica, dialogando strettamente con le altre realtà
autonome e minoritarie d'Europa e d'Italia per far valere la
specificità dei territori di confine. Il friulano e le nostre
varianti linguistiche sono ponti verso l'esterno, strumenti di
diplomazia culturale e di coesione sociale".
"Questo anniversario - conclude la consigliera rossoverde - ci
impone un'assunzione di responsabilità, ovvero trasformare i
principi cardine scritti nel 1996 in risposte concrete e moderne
per l'oggi e per le nuove generazioni".
ACON/COM/rm