TERRITORIO. BULLIAN (CC): BOCCIATO MIO EMENDAMENTO SU LIBERTÀ DI CULTO
(ACON) Trieste, 1 ott - "Durante la discussione sul disegno di
legge relativo alla Riforma del governo del territorio, ho
presentato un emendamento volto a chiarire che, tra le dotazioni
urbanistiche destinate alla città pubblica, i servizi religiosi
devono essere previsti e garantiti nel rispetto delle diverse
confessioni presenti sul territorio. L'obiettivo dell'emendamento
era anche quello di dare attuazione al dettato costituzionale in
materia di libertà di culto. Purtroppo è stato bocciato". Lo fa
sapere in una nota Enrico Bullian, consigliere regionale di Casa
civica.
"Si tratta - per Bullian - di una scelta che conferma una visione
limitata da parte della maggioranza di Destra del Consiglio
regionale su questo tema. È inutile girarci attorno: il tema
degli spazi dove esercitare la libertà di culto continua a essere
una questione che l'amministrazione regionale tratta come un tabù
e non vuole affrontare nei nodi più spinosi. Con il mio
emendamento ho voluto sottolineare l'importanza di considerare,
nella pianificazione urbanistica, la presenza delle diverse
confessioni religiose presenti sul territorio".
"Il mio emendamento aveva l'obiettivo di consentire alle diverse
confessioni religiose di avere potenzialmente spazi individuati
nei quali poter esercitare il culto, anche pubblicamente. Una
pianificazione attenta può, inoltre, contribuire a prevenire
tensioni sociali legate alla dimensione religiosa. Sarebbero
state poi le norme tecniche di attuazione a declinare
concretamente le caratteristiche nei diversi ambiti funzionali
nei singoli territori. Questa richiesta - così ancora il
consigliere - poteva riferirsi a realtà come Monfalcone,
caratterizzata da un forte impatto migratorio, ma riguarda anche
altre città, a partire dalle più popolose come Trieste e Udine,
che costituiscono realtà multiculturali e multireligiose".
"Ritengo che inserire in legge questo passaggio sarebbe stato
fondamentale per offrire un indirizzo chiaro agli enti locali,
fornendo una cornice legislativa adeguata a dare risposte alle
diverse confessioni e gruppi religiosi che operano sul
territorio. Garantire spazi pubblici adeguati al culto - conclude
Bullian - significa riconoscere un diritto e promuovere una
pianificazione urbanistica capace di rispondere alla realtà
socio-culturale del territorio, senza creare disparità fra le
varie confessioni fonte di evitabili tensioni e pretendendo il
pieno rispetto della cornice normativa del nostro ordinamento".
ACON/COM/rcm