TERRITORIO. PELLEGRINO (AVS): POCO CORAGGIO CDX FRUTTO VETI INCROCIATI
(ACON) Trieste, 1 ott - "Una riforma di questa portata avrebbe
meritato il voto unanime dell'Aula, date le importanti novità che
sono state apportate sia in termini di salvaguardia ambientale
che di contrasto al consumo di suolo, ma sono rimasti irrisolti
alcuni nodi fondamentali: il ripristino dei Piani attuativi
comunali (Pac) sia pubblici, sia privati che per decenni hanno
permesso una extra ordinaria espansione e consumo di suolo, ma
anche il balbettio nel dare un ruolo pianificatorio alle future
Province. Per questo il voto di Alleanza Verdi e Sinistra è stato
di astensione". Lo afferma, in una nota, la consigliera regionale
Serena Pellegrino (Avs) al termine della discussione sul disegno
di legge 90 relativo alla riforma del governo del territorio.
"Da decenni la comunità scientifica chiede alla politica
interventi determinati per fermare il consumo di suolo e
affrontare gli effetti della crisi climatica. In assenza di una
legislazione nazionale efficace - asserisce Pellegrino -, le
Regioni hanno cercato di intervenire autonomamente, ma i dati
continuano a essere preoccupanti. Anche il Friuli Venezia Giulia
registra un consumo di suolo molto elevato: servivano quindi
definizioni più stringenti e meno deroghe".
"Il principio del consumo di suolo prossimo allo zero deve
trovare un'applicazione concreta e in tempi certi. Per questo -
prosegue l'esponente rossoverde - avevamo chiesto una maggiore
attenzione sui Piani attuativi comunali di iniziativa privata.
Non siamo riusciti a ottenere l'abrogazione delle deroghe e resta
il timore che i Pac possano trasformarsi nel cavallo di Troia
attraverso il quale far passare nuove operazioni edilizie e
industriali in contrasto con gli obiettivi dichiarati dalla
riforma".
Altro punto critico, secondo Pellegrino, riguarda "la troppa
timidezza nell'attribuire alle future Province una delega vera e
solida sulla copianificazione di area vasta. Pianificare il
territorio significa necessariamente superare i confini dei
singoli Comuni e costruire una visione coerente su scala più
ampia. Abbiamo ottenuto la possibilità per le Province di indire
la conferenza di copianificazione sugli interventi di rilevanza
transfrontaliera. Resta una soluzione importante ma ancora
insufficiente. Le divisioni interne alla Maggioranza non possono
lasciare zoppa una riforma che avrebbe potuto restituire
all'istituzione intermedia un autentico ruolo nella
pianificazione territoriale".
La consigliera riconosce, tuttavia, "gli elementi positivi
introdotti nel testo, dalla rigenerazione urbana alla maggiore
attenzione per sostenibilità e resilienza dei territori, fino
alla centralità della Valutazione ambientale strategica e
all'inserimento del sistema verde-blu. Su questi aspetti avremmo
voluto più coraggio, ma rappresentano comunque un passo avanti e
di questo diamo atto all'assessore Amirante. Resta il rammarico
perché, 48 anni dopo una stagione nella quale maggioranza e
opposizione seppero costruire insieme un Piano che ha segnato la
storia e tutelato la bellezza della nostra regione, anche questa
riforma avrebbe potuto diventare il risultato di una
responsabilità condivisa dell'intera Aula".
ACON/CON/rcm