TERRITORIO/6. SÌ AULA A DDL 90: PD CONTRO, ASTENUTE ALTRE OPPOSIZIONI
(ACON) Trieste, 1 ott - Il Consiglio regionale ha approvato la
riforma del governo del territorio. Il ddl 90 ha superato l'esame
dell'Aula con i 25 voti a favore della Maggioranza, 7 i voti
contrari (i consiglieri del Pd) e 8 gli astenuti (Avs, M5S, Open
Sinistra Fvg, Patto per l'Autonomia Civica-Fvg e il consigliere
Marko Pisani, Ssk).
Posizioni immutate, dunque, rispetto all'avvio dei lavori d'Aula
con Furio Honsell (Open) che nelle dichiarazioni di voto ha
subito confermato l'astensione, accogliendo "con favore" i
principi guida della riforma, ma sollevando "dubbi" sulla
concreta efficacia delle misure per il contrasto al consumo di
suolo. "Bene l'accoglimento della clausola valutativa. Non voto
contro - ha concluso - ma mi astengo e auspico che questa legge
possa avere successo".
"Forse siamo di fronte alla riforma più importate di questa
legislatura - ha aggiunto Rosaria Capozzi (M5S) -. Condividiamo
la necessità di aggiornare la pianificazione, ma rimangono alcune
perplessità sulla capacità concreta di governare i conflitti che
già oggi caratterizzano il territorio, soprattutto per la
transizione energetica, da qui il voto di astensione".
Sulla stessa linea anche Serena Pellegrino (Avs) che ha ricordato
i dati critici sull'occupazione del territorio ("in Fvg il
consumo di suolo è di 533 mq per abitante, superiore alla media
nazionale" e sottolineato l'importanza di intervenire con regole
chiare per arrestare il fenomeno. "Pur valutando positivamente la
rigenerazione urbana e la sostenibilità, esprimo rammarico per la
mancanza di coraggio sulle deleghe d'area vasta"".
Marco Putto (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) ha preso atto
dell'apertura mostrata su diversi emendamenti migliorativi
proposti dal suo Gruppo: "Pur apprezzando il dialogo
istituzionale, il nostro voto è di astensione poichè subordianto
alla futura attuazione della legge, su cui vigileremo".
Dalla Maggioranza ampi consensi. Michele Lobianco (FI) ha
esaltato il lavoro svolto, definendo la legge "un atto d'amore
per il Fvg" e aggiungendo che "siamo all'inizio straordinario di
un nuovo orizzonte pianificatore, che rende la Regione unica nel
panorama nazionale. È stato un percorso straordinario avviato con
coraggio e portato a termine con attenzione e precisione".
"Questa non è una legge che riguarda l'urbanistica, ma il modo di
affrontare le trasformazioni e governare il cambiamento invece di
subirlo", gli ha fatto eco Mauro Di Bert (Fedriga presidente),
focalizzando poi l'attenzione sulla visione metodologica della
riforma e sul ruolo strategico attribuito agli enti intermedi.
"Da domani la sfida è la pianificazione concreta", ha concluso.
"Su 237 emendamenti delle Opposizioni ne sono stati approvati 45,
il 20% circa", ha detto Igor Treleani (Fratelli d'Italia)
mettendo l'accento sul "confronto utile che c'è stato in Aula
anche se con differenze d'approccio". Treleani ha difeso il
superamento dei confini comunali per la pianificazione e
l'operato della Giunta: "Stiamo cercando di costruire strumenti
che riguardano territori più ampi".
"Questa legge ha un'impronta politica, quella di Fratelli
d'Italia che ha voluto portarla in Aula prima di una chiusura
anticipata delle urne", ha replicato Diego Moretti (Pd), che
entrando nel merito della legge ha contestato il passaggio sulle
Province: "C'è un affidamento di funzioni inutili a enti inutili.
Il nostro è un voto politico contrario".
In chiusura di dichiarazioni di voto, Lucia Buna (Lega) ha
rivendicato "la trasparenza del percorso legislativo" e
sottolineato come ci sia "una visione per un territorio
sostenibile per le nuove generazioni". La consigliere si è detta
infine rammaricata per l'assenza di voti a favore da parte delle
Opposizioni nonostante le aperture ricevute.
6 - segue ACON/AA