TERRITORIO/7. LA SCHEDA: AMBIENTE E PROVINCE TRA LE NOVITÀ DEL DDL 90
(ACON) Trieste, 1 ott - Dopo quasi cinquant'anni dalla sua
approvazione, il Piano urbanistico regionale generale (Purg) va
definitivamente in pensione. Il Consiglio regionale ha approvato
il disegno di legge 90, la Riforma del governo del territorio,
che definisce le nuove regole per la pianificazione territoriale
e urbanistica regionale. Guarda alla rigenerazione territoriale e
urbana, al contrasto al consumo di suolo e introduce nuovi
livelli e strumenti di pianificazione, con compiti specifici per
le Province. In sintesi, le principali novità.
CONSUMO DI SUOLO. È consentito solo per fabbisogni effettivi, che
non possono essere soddisfatti attraverso la riqualificazione del
patrimonio esistente. La norma introduce il concetto di bilancio
di consumo di suolo a saldo zero, che impone di compensare ogni
nuova trasformazione con un recupero equivalente.
RIGENERAZIONE URBANA. La pianificazione punta a riqualificare e
rifunzionalizzare l'esistente, promuovendo il recupero edilizio,
l'efficienza energetica e la sicurezza sismica, in sinergia con
la nuova legge sulle politiche abitative. Il Piano operativo è il
nuovo strumento a disposizione dei Comuni per accelerare gli
interventi di rigenerazione urbana.
LA CITTÀ PUBBLICA. La norma introduce un insieme di dotazioni
urbanistiche per riprogettare la città in termini di
rigenerazione urbana.
SISTEMA VERDE E BLU. Nella pianificazione entra trasversalmente
in tutti gli ambiti. È uno delle leve per agire su resilienza e
adattamento climatico alla pari della conservazione dei suoli
permeabili, della gestione integrata dei rischi idrogeologici,
sismici e antropici.
AMBITI. Addio alla vecchia zonizzazione (B3, C, A
.) sostituita
dall'introduzione degli ambiti fisico-funzionali. Previsti
l'ambito residenziale misto, quello delle attività industriali,
l'ambito delle attività commerciali e quello della rigenerazione
urbana.
SOGGETTI DELLA PIANIFICAZIONE. Anche le Province hanno un ruolo
nella pianificazione assieme alla Regione, ai Comuni, ai Consorzi
di sviluppo economico locale e all'Autorità di sistema portuale
del mare Adriatico orientale.
LIVELLI E STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE. La norma prevede tre
livelli: regionale, il nuovo intermedio di area vasta e comunale.
Il primo livello è guidato dal Piano di governo del territorio
(Pgt), che definisce l'assetto strutturale e strategico del
territorio regionale, gli obiettivi e gli indirizzi per i
processi di sviluppo sostenibile mantenendosi distino, ma
complementare al Piano paesaggistico regionale (Ppr). Sempre di
primo livello sono i Piani territoriali infraregionali (Pti) dei
Consorzi di sviluppo economico. Il livello intermedio vede
l'entrata in gioco delle Provincie e dei Sistemi territoriali
locali (Sti) raggruppamenti di Comuni sede di concertazione e
condivisione degli elementi strutturali e strategici attraverso
accordi di copianificazione attivati dai Comuni. Per la
programmazione di livello comunale sono confermati i Piani
regolatori comunali (Prc), che si dovranno adeguare al nuovo Pgt,
una volta approvato, i Piani attuativi comunali (Pac), proposti
anche da privati e inserito il nuovo Programma operativo che
intende agevolare gli interventi di rigenerazione urbana.
PROVINCE. L'articolo 14 definisce le funzioni attribuite alle
nuove Province in materia: analisi delle dinamiche demografiche e
della struttura socioeconomica del territorio per supportare la
pianificazione territoriale; attuazione del Piano di gestione del
rischio alluvioni (Pgra) e recepimento degli studi di
microzonizzazione sismica; manutenzione delle strade di
competenza; attuazione della rete ecologica locale e
predisposizione dei Piani urbanistici della mobilità sostenibile
(Pums).
PORTO-CITTÀ. La Regione promuove l'intesa di pianificazione delle
aree interazione porto-città e i collegamenti infrastrutturali di
ultimo miglio. La competenza è dei Comuni con il Prc e della
Regione con il Pti previa acquisizione del parere dell'Autorità
di sistema portuale.
PEREQUAZIONE E COMPENSAZIONE. Sono i meccanismi previsti per
garantire l'equilibrio degli effetti ambientai, economici e
territoriali tra i Comuni di area vasta. Possono essere
utilizzati anche per realizzare trasferimenti di diritti
edificatori e sono previsti anche a livello di pianificazione
comunale. A tal fine sarà istituito il registro pubblico dei
diritti volumetrici.
VAS. Alla Valutazione ambientale strategica è riconosciuto un
ruolo sostanziale per valutare gli effetti cumulativi delle
trasformazioni. Per i Comuni la Vas è più semplice, integrata e
operativa: potranno utilizzare gli indicatori, i dati e le
cartografie ambientali già elaborate dalla Regione e dai livelli
intermedi.
BANCA DATI TERRITORIALE. Nasce un'infrastruttura informatica
unica regionale a supporto di tutti i livelli della
pianificazione.
OSSERVATORIO REGIONALE. È una struttura tecnica che monitora e
analizza l'applicazione e gli effetti della Riforma del governo
del territorio.
REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE: La disciplina di dettaglio tecnico
delle legge è demandata al regolamento emanato entro 180 giorni
dalla pubblicazione, previo parere della Commissione consiliare
competente.
DISPOSIZIONI TRANSITORIE: La legge si applica dalla data di
entrata in vigore della Variante al Piano di governo del
territorio (attualmente in fase di adozione). Da quel momento, i
Comuni avranno 3 anni di tempo per adeguare i propri piani
regolatori al nuovo Pgt (estesi a 4 anni per i Comuni che
procedono in forma associata). Il ddl 90 autorizza una spesa di 3
milioni di euro per il supporto ai Comuni nella fase di
adeguamento al nuovo Pgt.
7 - fine
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