FVG PRIDE. NOVELLI (FI): DISTINGUERE DIRITTI DA PROVOCAZIONI POLITICHE
(ACON) Trieste, 5 ott - "Abbiamo assistito a un'edizione del Fvg
Pride ormai lontana dal suo significato originario e dalla
battaglia per il riconoscimento dei diritti. A Udine c'è stata
soprattutto una manifestazione politica, con messaggi e
contestazioni che hanno finito per mettere in secondo piano il
tema per cui tante persone in buona fede si erano date
appuntamento".
Lo afferma in una nota Roberto Novelli, consigliere regionale di
Forza Italia, secondo cui "il Pride nasceva per portare
all'attenzione dell'opinione pubblica la dignità, la libertà e i
diritti delle persone omosessuali. Mi sembra che oggi, almeno sul
piano normativo, eventuali lacune siano state ampiamente colmate.
Sarebbe quindi grottesco continuare a rivolgere accuse al
Centrodestra su questo terreno, soprattutto in questa regione. Mi
sembra che alcune frange di estremisti siano rimaste
disorientate: pensavano che le battaglie per i diritti fossero
una loro riserva di caccia, adesso temono di perdere una
primogenitura politica e cercano di piegare i diritti alla loro
propaganda".
"È legittimo chiedersi - prosegue Novelli - quale sia oggi la
funzione di queste manifestazioni, anche per tutelare i
partecipanti. Se il Pride è diventato una piattaforma politica a
tutto campo, apertamente schierata, è giusto chiamarlo per quello
che è. Qualcuno mi spiega, per esempio, quale sia il nesso tra la
difesa dei diritti e gli attacchi a Israele?".
"Una certa sinistra - aggiunge il consigliere forzista - non
sembra in grado di resistere alla tentazione di aderire a
qualsiasi forma di contestazione, indipendentemente dal merito.
Il criterio pare essere diventato quello di appoggiare ogni
iniziativa che consenta di attaccare il centrodestra. È una
deriva che non aiuta né il confronto democratico né le stesse
battaglie per i diritti".
"Difendere le libertà individuali - conclude Novelli - significa
anche costruire una società capace di confrontarsi senza
trasformare ogni differenza in uno scontro politico. Ci sono
principi universali, a partire dalla pace, che non possono essere
piegati alla propaganda. Usare valori e principi come strumenti
di contrapposizione politica significa svilirli e trasformarli in
strumenti guerriglia politica, usando strumentalmente i
cittadini".
ACON/COM/rm