MATERNITÀ. CAPOZZI (M5S): OSTETRICHE SUPPORTO CHIAVE IN FASE DELICATA


MATERNITÀ. CAPOZZI (M5S): OSTETRICHE SUPPORTO CHIAVE IN FASE DELICATA

08.10.2026
11:49
(ACON) Trieste, 8 ott - "Non possiamo pensare che il percorso della maternità finisca con il parto. È proprio dopo il parto che, per molte donne, comincia invece una fase completamente nuova e spesso difficile da affrontare. Non possiamo chiedere alle donne di mettere al mondo dei figli e poi lasciarle sole a gestire le difficoltà della maternità. Non possiamo chiedere più nascite e contemporaneamente tollerare servizi insufficienti, solitudine, precarietà e assenza di supporto psicologico". È il pensiero, raccolto in una nota, della consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), a margine della partecipazione a Udine, nella sala convegni della Casa della Contadinanza, a un incontro pubblico promosso dall'Ordine delle Ostetriche di Udine e Pordenone, presieduto da Patrizia Milia, durante il quale ha portato la sua testimonianza anche la scrittrice e ostetrica Verena Schmid (autrice del volume "Nel giardino segreto").

"La maternità - aggiunge l'esponente pentastellata - non può costituire una responsabilità lasciata unicamente sulle spalle delle donne. Come la maternità non è una questione privata da scaricare sulle singole famiglie: è una questione sociale e politica".

"In occasione della Settimana dell'allattamento - suggerisce Capozzi - dobbiamo avere il coraggio di guardare alla maternità per quello che realmente è: non solo un evento fisiologico, ma un passaggio profondo della vita di una donna, capace di generare emozioni, paure, insicurezze e fragilità che non possono essere ignorate. E proprio da qui deve partire una riflessione politica precisa: non possiamo continuare a chiedere alle donne di diventare madri senza costruire intorno a loro una rete di sostegno adeguata".

"La gravidanza - rimarca ancora Capozzi - viene ancora oggi, troppo spesso, raccontata attraverso un modello stereotipato: la donna deve lavorare fino all'ultimo, affrontare il parto, tornare rapidamente alla propria occupazione e riprendere in mano la propria vita, come se nulla fosse accaduto. La realtà, però, è molto più complessa. Ci sono donne che vivono la gravidanza con serenità e altre che attraversano momenti di profonda fragilità. Ci sono donne che hanno una rete familiare sulla quale contare e altre che sono completamente sole. Ci sono donne che possono permettersi di chiedere aiuto e altre che non hanno né gli strumenti economici, né quelli sociali per farlo. Troppo spesso queste fragilità vengono vissute con un senso di colpa, quasi fossero gravi mancanze da nascondere".

Secondo l'esponente del M5S "questo modello deve cambiare. Se la politica vuole affrontare seriamente il problema della denatalità, non può limitarsi a chiedere alle donne di fare più figli. Deve creare le condizioni perché una donna possa scegliere di diventare madre senza sentirsi abbandonata proprio nel momento in cui è più vulnerabile. La natalità non si sostiene con gli slogan: si sostiene con i servizi, il lavoro, il welfare, il sostegno alla genitorialità e, soprattutto, garantendo una sanità territoriale capace di accompagnare la donna nel tempo".

"Per questo motivo - conclude Capozzi - è fondamentale rafforzare il supporto psicologico durante la gravidanza e nel periodo successivo al parto, valorizzando maggiormente la figura dell'ostetrica. La presenza delle ostetriche nelle Case della Comunità deve diventare una parte concreta della rete territoriale: un punto di riferimento vicino alle donne, alle famiglie e ai nuovi genitori. Il nostro determinato impegno, ovviamente, continuerà a essere rivolto in questa direzione". ACON/COM/aa



  • Da destra la consigliera regionale Rosaria Capozzi (M5S), Verena Schmid al centro e Patrizia Milia a sinistra.
    Da destra la consigliera regionale Rosaria Capozzi (M5S), Verena Schmid al centro e Patrizia Milia a sinistra.