TRIBUNALE ISLAMICO. NOVELLI (FI): MASSIMA ATTENZIONE DA ISTITUZIONI
(ACON) Trieste, 8 ott - "Manca solo un tribunale islamico per
sdoganare le spose bambine, il burqa, il niqab e la sottomissione
della donna. La giustizia non può e non deve essere piegata a
letture di comodo, soprattutto da chi vuole imporre una cultura
incompatibile con la nostra identità, i nostri valori e la nostra
storia. La notizia della nascita a Padova di una Camera arbitrale
islamica, che prevede anche un 'Tribunale sciaraitico', impone la
massima attenzione da parte delle istituzioni e una presa di
posizione immediata da parte della politica".
Lo afferma in una nota Roberto Novelli, consigliere regionale di
Forza Italia, che annuncia un'interrogazione affinché la "Giunta
regionale anticipi ogni ipotesi di emulazione in Friuli Venezia
Giulia di queste iniziative pericolose e molto, molto gravi".
"Non è una questione di fede religiosa, né di libertà di culto -
precisa Novelli - ma di un principio elementare dello Stato di
diritto: non possiamo accettare la nascita di sistemi paralleli
nei quali l'appartenenza religiosa diventi il criterio per
regolare controversie e rapporti tra cittadini. Saranno le
autorità competenti a stabilire la piena compatibilità di questo
organismo con l'ordinamento italiano, ma il tema non può essere
liquidato come una semplice vicenda associativa".
"Sarebbe un errore - continua il consigliere forzista -
considerarlo un problema esclusivamente padovano. La questione
riguarda l'Italia, il Triveneto e deve interessare anche il
Friuli Venezia Giulia, regione di confine, aperta agli scambi e
alle relazioni internazionali. Proprio perché crediamo
nell'integrazione, dobbiamo essere chiari sulle regole che tutti
devono rispettare".
"Accoglienza, libertà religiosa e integrazione non possono
portare a moltiplicare gli ordinamenti. A Padova come a Trieste,
a Udine come a Pordenone, deve valere lo stesso principio: una
sola legge, una sola giustizia, gli stessi diritti e le stesse
garanzie per tutti. Chiedo - conclude Novelli - che venga fatta
piena luce sull'attività della Camera arbitrale, sui procedimenti
che intende trattare e sui limiti concreti dell'applicazione dei
principi della Sharia. Su temi così delicati non possiamo
permetterci sottovalutazioni".
ACON/COM/sm