VAJONT. PELLEGRINO (AVS): OGGI COME IERI LEGGI NATURA NON PERDONANO


VAJONT. PELLEGRINO (AVS): OGGI COME IERI LEGGI NATURA NON PERDONANO

08.10.2026
15:53
(ACON) Trieste, 8 ott - "Il disastro del Vajont resterà per sempre un monumento e un monito impresso nella memoria collettiva contro il delirio di onnipotenza dell'uomo sulla natura e contro il profitto perseguito senza scrupoli". Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) in occasione del doloroso anniversario della tragedia del 9 ottobre 1963, che costò la vita a quasi duemila persone, cancellando interi paesi come Longarone, Erto e Casso.

"All'epoca - ricorda la consigliera di Opposizione - si cercò in ogni modo di nascondere la responsabilità politica e industriale dietro lo schermo della fatalità e del disastro naturale, pur di non intaccare l'immagine dell'allora diga più alta del mondo, vanto ingegneristico del boom economico italiano. Ma la verità storica e processuale - prosegue Pellegrino - ha dimostrato che si trattò di una catastrofe provocata da una forza affaristica senza precedenti, che mise coscientemente il profitto davanti alla sicurezza delle comunità e al rispetto dell'ecosistema".

Pellegrino sposta poi l'accento sulla stretta attualità politica e sulle sfide ambientali che la Regione e il Paese stanno affrontando: "Un'opera ingegneristica può essere geometricamente o staticamente perfetta se finalizzata a se stessa, ma diventa devastante se ignora le dinamiche ecosistemiche. Attualmente ci troviamo di fronte a scelte politiche a Roma e a Trieste che dimostrano come la lezione del Vajont non sia ancora stata pienamente compresa".

Secondo Pellegrino "gli interessi economici e la deregolamentazione continuano a spingere verso lo spregio del territorio. Le parole di cordoglio delle istituzioni che ogni anno si affastellano sono condivisibili, ma ai pensieri devono seguire fatti concreti, come fermare il consumo di suolo, abbandonare le follie estrattive e speculative, rimettere al centro la prevenzione del rischio idrogeologico e abbandonare progetti faraonici utili solo a chi fa utili, in spregio alle leggi di Madre Terra."

"Il Vajont ci impone l'obbligo morale e politico di invertire la rotta. Non è più ammissibile - conclude Pellegrino, che è anche vicepresidente della Commissione Ambiente - tollerare un modello che concentra i profitti su pochi e scarica i costi, umani e sociali, sull'intera collettività. Un'opera, ogni azione dell'uomo può dirsi davvero riuscita soltanto quando rispetta le leggi fondamentali della Natura. Perché la Terra, come la storia ci ha drammaticamente insegnato, non perdona". ACON/COM/aa



  • Serena Pellegrino (Avs)
    Serena Pellegrino (Avs)