FOTOVOLTAICO. PELLEGRINO (AVS): REGIONE FERMI L'ABOMINIO DEL BRANCOLO
(ACON) Trieste, 8 ott - "Siamo di fronte all'ennesimo,
intollerabile assalto speculativo ai danni del nostro patrimonio
agroambientale. La volontà del proponente privato di impiantare
un mega-parco agrivoltaico da oltre 60 ettari a sud del Brancolo,
nel Comune di Staranzano, non è una transizione ecologica, ma una
colonizzazione industriale del territorio"
Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino,
Alleanza Verdi e Sinistra, intervenendo "sul dibattito politico
che sta accendendo l'Isontino".
"Parliamo di una superficie recintata mostruosa - incalza
Pellegrino - pari a ben 88 campi da calcio, destinata a ospitare
quasi 140 mila moduli specchianti a ridosso del litorale.
Trasformare un'area di straordinario pregio paesaggistico e
agricolo, oggi coltivata a pioppi e soia, in una distesa di
silicio è un controsenso politico e ambientale che respingiamo
con fermezza".
Per la consigliera di Avs, "il focus politico deve spostarsi
immediatamente sulle responsabilità della Giunta regionale.
La politica non può fare da spettatrice muta di fronte alle
speculazioni di mercato: serve una perimetrazione immediata e
vincolante delle aree inidonee. I pannelli fotovoltaici vanno
installati sui tetti, nelle aree industriali dismesse, nei
parcheggi, nei siti degradati e nelle innumerevoli aree militari
abbandonate a loro stesse, non certo cannibalizzando il suolo
agricolo e i corridoi ecologici del Brancolo, in un'area già
pesantemente compromessa".
"Esprimo il pieno appoggio - conclude Pellegrino -
all'Amministrazione comunale di Staranzano e ai cittadini che
stanno dicendo un no chiaro e motivato a questa invasione.
Alleanza Verdi e Sinistra darà battaglia in Consiglio regionale
affinché l'istanza di Autorizzazione unica energetica venga
rispedita al mittente. La transizione energetica deve
configurarsi come un processo democratico, sostenibile e
rispettoso della biodiversità. Non può trasformarsi in
un'operazione speculativa a beneficio di privati, priva di
trasparenza, che finisce per devastare il patrimonio
paesaggistico del Friuli Venezia Giulia".
ACON/COM/rm