SALUTE. LIGUORI (PAT-CIV): CURE NON POSSONO DIPENDERE DA CAP RESIDENZA
(ACON) Trieste, 14 ott - "Quali sono i tempi per l'apertura
della riabilitazione cardiologica di Gemona e quali conseguenze
ha avuto sulla popolazione la chiusura del Punto di primo
intervento?"
Così in una nota la consigliera regionale Simona LIguori (Patto
per l'Autonomia-Civica Fvg, anticipando le domande al centro
delle due interrogazioni depositate per "chiedere tempi certi per
l'apertura del reparto al San Michele e verificare dove si
rivolgono oggi i cittadini dopo la chiusura del Punto di Primo
Intervento".
"Il diritto alla salute - prosegue Liguori - deve essere
garantito a tutti, indipendentemente dal luogo in cui si vive. In
un territorio caratterizzato dall'invecchiamento della
popolazione e da distanze che possono rendere più difficile
l'accesso alle cure, è indispensabile verificare che i servizi
sanitari rispondano davvero alle necessità delle persone".
"La prima interrogazione - spiega la consigliera - riguarda la
promessa del reparto di riabilitazione cardiologica al terzo
piano del presidio sanitario San Michele. Chiedo alla Giunta di
chiarire quando è prevista l'apertura, a che punto è il
reclutamento del personale e se restino da completare collaudi,
forniture o altri adempimenti necessari all'attivazione.
La seconda interrogazione affronta la chiusura del Punto di Primo
Intervento e chiedo i dati relativi agli accessi del triennio
2023-2025, compresi gli esiti: dimissioni a domicilio o
trasferimenti verso altre strutture".
"La domanda - aggiunge Liguori - è: dove vanno oggi i cittadini
che prima si rivolgevano al Ppi di Gemona? Si rivolgono ai Pronto
Soccorso di Tolmezzo e Udine? Con quali conseguenze sui tempi di
attesa e sul carico di lavoro dei servizi? Oppure ci sono persone
che, per distanza o difficoltà organizzative, finiscono per
rinunciare a farsi curare? Sono interrogativi ai quali occorre
rispondere con dati verificabili. Conoscere la distribuzione
degli accessi è essenziale per valutare l'impatto della chiusura
e programmare le risposte necessarie".
"Il diritto alla salute - conclude - sia concreto per tutti,
anche per chi vive lontano dai grandi centri. La salute non può
dipendere dal CAP di residenza".
ACON/COM/rm