SCUOLA. PELLEGRINO (AVS): SI EDUCHI ALLA PACE E NON ALLA GUERRA
(ACON) Trieste, 15 ott - "Siamo di fronte all'ennesimo
gravissimo tassello di un disegno politico che punta alla
progressiva militarizzazione della società italiana, partendo
purtroppo proprio dai luoghi deputati alla formazione, alla
crescita critica e alla cultura della pace dei nostri ragazzi".
Così, in una nota congiunta, la consigliera regionale Serena
Pellegrino di Alleanza Verdi e Sinistra e Andrea Di Lenardo,
capogruppo di Avs in Consiglio Comunale di Udine, commentando con
durissima fermezza la denuncia emersa dall'Osservatorio contro la
militarizzazione nelle scuole.
"Secondo quanto emerso dalla stampa - spiega Pellegrino -
l'Esercito italiano è entrato negli istituti superiori di Toscana
ed Emilia-Romagna con programmi strutturati di orientamento volti
a spingere gli studenti all'arruolamento. È inaccettabile che le
aule scolastiche si trasformino in succursali di uffici di
collocamento per le forze armate. La giustificazione formale
delle 'conferenze di orientamento' e delle visite guidate non
riesce a nascondere la sostanza della questione".
"La verità - si evidenzia nella nota - è che si sta operando una
propaganda mirata a normalizzare la cultura bellica e il riarmo
agli occhi dei minorenni. Mentre il Ministero dell'Istruzione
taglia sistematicamente le risorse per l'edilizia scolastica e
per l'educazione affettiva e di genere, si spalancano le porte
dell'istruzione pubblica a chi propone la divisa e le armi come
prospettiva di vita o di carriera professionale".
"Mentre la Costituzione italiana ripudia fermamente la guerra
all'articolo 11, l'orientamento scolastico viene piegato alle
logiche di reclutamento geopolitico e assistiamo a una pericolosa
deriva pedagogica e ideologica. Non possiamo - prosegue la nota -
restare in silenzio di fronte a questo vero e proprio scippo
formativo. Il dovere della scuola non è plasmare futuri soldati,
ma favorire lo sviluppo del pensiero critico, del dialogo e della
convivenza democratica".
"Quanto accaduto nelle scuole dell'Emilia-Romagna e della Toscana
fa il paio con ciò che, solo un anno fa, si era tentato di fare a
Udine. In quell'occasione, grazie alla nostra attività politica e
ispettiva, siamo riusciti a bloccare l'ingresso dei carri armati
nel piazzale di un istituto scolastico. Oggi - conclude la nota -
come allora, manteniamo la massima vigilanza per denunciare ogni
deriva di questo tipo, perché la scuola deve restare una zona
franca. È necessario continuare fermamente a contrastare ogni
tentativo di piegare il sistema educativo nazionale alla logica
della guerra".
ACON/COM/sm