ASSESTAMENTO BIS. OPPOSIZIONI: NO A TAGLIO OSSERVATORIO CAPORALATO
(ACON) Trieste, 15 ott - "La proposta di sopprimere
l'Osservatorio regionale per il contrasto al caporalato, inserita
attraverso un emendamento del consigliere Markus Maurmair
(Fratelli d'Italia) nel mini assestamento di bilancio,
rappresenta un gravissimo arretramento di civiltà e una
drammatica rinuncia della politica al proprio ruolo di custode
dei diritti e della legalità". Così in una nota congiunta i
consiglieri regionali Serena Pellegrino (Avs), Nicola Conficoni
(Pd), Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) e
Rosaria Capozzi (M5S).
"Sotto il profilo strettamente etico - prosegue la nota - questo
provvedimento non è solo una scelta contabile o amministrativa
errata, ma un vero e proprio atto di capitolazione morale.
Smantellare un presidio pubblico di monitoraggio e prevenzione
proprio mentre le cronache del nostro Friuli Venezia Giulia
continuano a registrare agghiaccianti casi di sfruttamento nel
settore edile e di braccianti agricoli ridotti in condizioni di
semi-schiavitù, significa legittimare il silenzio e voltare le
spalle agli ultimi. Significa, nei fatti, consegnare i lavoratori
più vulnerabili alla sopraffazione e alle logiche criminali di
intermediari senza scrupoli".
"Ricordiamo al consigliere Maurmair - dichiarano i rappresentanti
delle Opposizioni - che proprio nel pordenonese sono stati
registrati episodi di caporalato, ma evidentemente il falso
garantismo di cui si ammanta ha il sopravvento sulla lotta contro
una piaga per la quale uomini e donne subiscono ingiustizie ogni
giorno".
"L'Osservatorio - sottolineano i consiglieri di minoranza - non è
una spesa superflua, ma uno strumento di giustizia sociale
indispensabile per far emergere il sommerso e restituire dignità
al lavoro, cancellarlo con un colpo di spugna dimostra la totale
assenza di una bussola morale da parte di questa maggioranza di
centrodestra. La cura del territorio passa prima di tutto
attraverso la tenuta dei valori etici e democratici. Con questa
scelta scellerata, il Friuli Venezia Giulia fa cento passi
indietro, rinunciando alla trasparenza e lasciando spazio
all'illegalità diffusa".
Conclude la nota: "Noi continueremo a opporci fermamente a questa
deriva che svilisce le istituzioni e calpesta i diritti umani più
elementari".
ACON/COM/aa