FVG-VENETO/1. V COMM: ALTRI COMUNI CONFINARI BUSSANO ALLA PORTA
(ACON) Trieste, 22 ott - Un confine che sulla carta divide due
regioni, ma che, se nella vita quotidiana è sottile e permeabile,
di fatto crea disparità economiche e sociali tra i cittadini che
vivono tra i due lati. È il quadro rappresentato dai sindaci dei
Comuni veneti confinanti con il territorio friulano alla V
Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Diego
Bernardis (Fedriga presidente). All'appuntamento anche
l'assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti.
Le audizioni sono state proposte dal consigliere regionale Markus
Maurmair (Fratelli d'Italia) per accendere i riflettori sulle
istanze di quei Comuni che guardano con interesse a un rapporto
più stretto con il Friuli Venezia Giulia: Annone Veneto, Cinto
Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro,
Gruaro, Portogruaro, Pramaggiore, San Michele al Tagliamento, San
Stino di Livenza, Teglio Veneto e Caorle, oggi non presente.
"Negli anni - ha spiegato Maurmair - ho intercettato le
difficoltà provenienti da questi territori, con i quali ci sono
delle continuità: dall'amministrazione della giustizia di
competenza del Tribunale di Pordenone alla comune diocesi di
Concordia-Pordenone, dalla tutela della minoranza linguistica
friulana alle collaborazioni nei servizi come il trasporto
pubblico locale e il sistema idrico integrato. È opportuno che il
Consiglio regionale del Fvg sia a conoscenza e rifletta sulla
situazione, senza alcuna volontà di sollecitare prese di
posizione".
Il consigliere ha, poi, illustrato alla Commissione le
alternative proposte in uno studio realizzato dalla fondazione
Think Tank Nord Est: il mantenimento dello status quo; gli
accordi di territorio come avvenuto tra Veneto, Lombardia e
Trentino Alto-Adige; il referendum comunale per il cambio di
Regione.
A supporto del dibattito, la fondazione ha evidenziato i numeri
di quanto potrebbe accadere: il Fvg vedrebbe un incremento
demografico e della superficie vicino all'8%, una crescita del
7,5% del valore aggiunto; per le casse regionali si stima un
extra-gettito di circa 172 milioni di euro dalla
compartecipazione Irpef (+6,6%) e altri 18,5 milioni
dall'addizionale regionale (+7,7%), oltre alle quote su Iva e
Ires; per Comuni e cittadini veneti, l'approdo in una Regione ad
autonomia speciale garantirebbe bilanci più solidi, maggiori
capacità di spesa municipale e la possibilità di accesso a misure
come gli incentivi per i carburanti, la prima casa,
l'efficientamento energetico.
"Non è solo una questione di disparità per cittadini e imprese.
Il mandamento di Portogruaro - ha esordito il sindaco di Gruaro,
Giacomo Gasparotto - è in continuità territoriale con il
Pordenonese, mentre Venezia è lontana. Bisogna che Stato e
Regioni su questa partita si impegnino. Da questo momento in poi
non si può tornare indietro".
"Poniamo alla vostra attenzione una sofferenza che è prima dei
cittadini, che degli amministratori. Tra il Portogruarese e il
Pordenonese c'è un confine osmotico", ha aggiunto Luigi Toffolo,
sindaco di Portogruaro.
Gianluca Falcomer, sindaco di Cinto Caomaggiore, Comune che già
nel 2006 votò a favore del referendum per il passaggio al Fvg con
un iter poi arenatosi in Parlamento, ha ricordato che "di questa
questione se ne parla dal 1946. C'è una fusione reciproca tra
l'area di Portogruaro e il Pordenonese: dalla cultura, alla
scuola, alla sanità e nei prossimi anni, causa anche l'inverno
demografico, il rapporto diventerà ancora più forte e bisogna
sfruttarlo. È con noi che il Fvg deve rapportarsi per guardare a
cosa vuole fare da grande".
Dal versante trevigiano, Arnaldo Pitton, sindaco di Meduna di
Livenza, ha posto l'accento sul fattore economico: "Sono venuti
meno i sostegni pubblici che avevamo fino a qualche anno fa, c'è
la voglia dei miei cittadini di passare al Fvg".
Tra gli auditi anche due consiglieri regionali del Veneto.
Rosanna Conte si è detta fiduciosa sulla possibilità di "trovare
degli accordi economici tra le due Regioni per equilibrare le
disuguaglianze, coordiniamoci", mentre per Alessio Morosin "va
giocata una partita ad alto livello, unendo le realtà
territoriali e creando una macroregione autonoma delle Venezie".
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ACON/AA-rcm