FVG-VENETO/2. V COMM: APERTURE E CAUTELE SU PASSAGGIO COMUNI CONFINARI
(ACON) Trieste, 22 ott - Tra aperture, perplessità e richiami
alla complessità del percorso istituzionale, il possibile
passaggio al Friuli Venezia Giulia di alcuni Comuni veneti
confinanti ha animato il dibattito in V Commissione dove, a
margine delle audizioni dei rappresentanti dei territori
interessati, i consiglieri regionali si sono confrontati sulle
istanze illustrate.
Maddalena Spagnolo (Futuro nazionale) ha evidenziato
"l'importanza del dialogo tra Fvg e Veneto per affrontare le
criticità dei territori vicini, accomunati da storia, cultura e
tradizioni". La consigliera ha quindi posto l'accento sulla
sicurezza idraulica, indicando "nella messa in sicurezza del
Tagliamento una priorità che richiede un impegno condiviso tra le
due Regioni. Non possiamo continuare a rimandare un problema che
mette a rischio l'incolumità dei cittadini. Occorre lavorare
insieme per individuare soluzioni concrete e tempi certi di
intervento".
Pur dichiarandosi "non contraria a priori all'ipotesi di
aggregazione", Rosaria Capozzi (M5S) ha sollevato alcune
perplessità, a partire "dalle possibili ricadute sul sistema
sanitario del Friuli occidentale, già alle prese con una
significativa carenza di medici di medicina generale". La
consigliera ha inoltre invitato ad "approfondire l'effettiva
volontà delle popolazioni coinvolte, ricordando che il
cambiamento di appartenenza regionale non rappresenta soltanto
una questione amministrativa, ma investe anche la storia e
l'identità delle comunità".
A richiamare la centralità di ragioni non solo economiche sono
stati anche Serena Pellegrino (Avs), Massimo Moretuzzo (Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg) e Laura Fasiolo (Pd).
Pellegrino ha invitato a riflettere "sulle conseguenze
dell'autonomia differenziata e sul ruolo della Città
metropolitana di Venezia nella distribuzione delle risorse",
chiedendosi se "quest'ultima finisca per penalizzare i Comuni
periferici a vantaggio del capoluogo". Moretuzzo ha riconosciuto
"la legittimità delle rivendicazioni avanzate dai Comuni",
confermando la "disponibilità a sostenere il percorso", ma
prendendo "le distanze dall'ipotesi di una Regione delle due
Venezie". Fasiolo, richiamando l'articolo 132 della Costituzione,
ha sottolineato "l'importanza di rispettare la volontà popolare,
pur nella consapevolezza della complessità e dei tempi necessari
per il percorso istituzionale".
Una distinzione tra obiettivi di lungo periodo e interventi
concretamente realizzabili è stata proposta da Enrico Bullian
(Casa civica), che ha evidenziato "le difficoltà amministrative e
istituzionali legate al passaggio dei Comuni da una Regione
all'altra. Più praticabile, nel medio periodo, sarebbe
un'iniziativa istituzionale condivisa per individuare strumenti
analoghi al fondo per i Comuni confinanti, così da dare risposte
concrete alle esigenze dei territori".
A chiudere il confronto è stato l'assessore regionale alle
Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, che ha ricordato "le
difficoltà amministrative affrontate da Sappada nel passaggio al
Fvg nel 2017, pur a fronte di risultati positivi per i
cittadini". Roberti ha invitato a "non sottovalutare le
sensibilità culturali e identitarie della regione", auspicando
che "le audizioni possano favorire un dialogo più stretto con il
Veneto".
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