SALUTE. CELOTTI (PD): CROLLO RICOVERI E POSTI LETTO, GIUNTA CHIARISCA
(ACON) Trieste, 23 ott - "In Friuli Venezia Giulia nel 2025 ci
sono stati circa 15mila ricoveri ospedalieri in meno rispetto al
2019, mentre la popolazione anziana è in crescita e con essa
aumentano i bisogni di salute. Dove e come sono state curate,
assistite e prese in carico queste persone? È una domanda alla
quale la Regione deve dare una risposta chiara, documentando se e
quali percorsi alternativi siano stati attivati".
Lo afferma in una nota la consigliera regionale Manuela Celotti
(Pd), a margine del suo intervento alla conferenza stampa con il
capogruppo in Consiglio regionale, Diego Moretti, il segretario
provinciale del Pd di Udine, Luca Braidotti, e il responsabile
Sanità del Pd Fvg, Nicola Delli Quadri, per illustrare i dati
ottenuti attraverso una richiesta di accesso agli atti sui posti
letto e sui ricoveri negli ospedali e nelle Rsa del Friuli
Venezia Giulia.
"I dati - spiega Celotti - evidenziano che tra il 2019 e il 2025
gli accessi ai Pronto soccorso sono rimasti sostanzialmente
stabili, passando da circa 468mila a 466mila, mentre i ricoveri
ospedalieri sono scesi da 182.059 a 166.555, con una riduzione
dell'8,5 per cento. Nello stesso periodo i residenti con almeno
75 anni sono aumentati del 7,9 per cento e quelli con almeno 85
anni del 15,8 per cento. Anche i posti letto ordinari pubblici
sono diminuiti del 7,1 per cento".
"Si continua a parlare di accentramento, riduzioni e
razionalizzazioni - prosegue l'esponente del Partito democratico
- dicendo ai cittadini che nella nostra regione ci sono troppi
ospedali, che non si può continuare a fare tutto dappertutto, che
l'alta specialità va fatta negli hub, ma non si dice che in Fvg
questa è realtà da decenni".
"In Fvg - aggiunge Celotti - abbiamo un tasso di ospedalizzazione
fra i più bassi d'Italia e un numero di posti letto per acuti che
già nel 2023, secondo l'Istat, era al di sotto del 3/1000
(standard nazionale) e in questi anni è sceso ancora, visto che
dal 2023 al 2025 sono stati tagliati altri 170 posti letto
ordinari per acuti negli ospedali della nostra regione, 231 dal
2019, un numero che corrisponde a un intero ospedale, e un taglio
che si è concentrato in gran parte in Asufc, che ha perso ben 180
posti letto in questi anni (più di 100 negli ospedali di base) e
ricoverato oltre 5mila pazienti in meno nel confronto fra il 2019
e il 2025".
"Allora - si chiede la consigliera - perché si insiste a voler
ridimensionare una rete ospedaliera che funzionava? I dati che
abbiamo presentato oggi ci dicono chiaramente che in questi anni,
in modo silente, senza nessun confronto politico, senza chiarire
scelte, obiettivi e risultati attesi si è proceduto a
ridimensionare sotto ogni standard nazionale la rete ospedaliera,
tagliando su reparti di base come la medicina interna, che in
questi anni ha perso 130 posti complessivi, oltre 7mila pazienti
e tagliando sulle funzioni di base degli spoke".
"Si è dichiarato - continua Celotti - di voler accentrare la
chirurgia oncologica, ma nella realtà si tagliavano le medicine e
si tagliava sul territorio per andare verso un sistema in chiaro
disequilibrio, che ha sacrificato i territori a un centralismo
spinto, e il lavoro per processi di presa in carico integrata
(gli unici che possono fronteggiare malattie croniche e
polipatologie di una popolazione sempre più anziana) alla
over-specializzazione, all'over accentramento e a una modalità
over-prestazionale".
Secondo l'esponente del Pd "la cosa più grave è che si è tagliato
drasticamente negli ospedali, senza prima, o almeno
parallelamente, potenziare la rete delle cure intermedie, che se
ben strutturata potrebbe davvero intercettare una parte dei
pazienti che vengono impropriamente ricoverati, o che si fermano
in ospedale per tempi troppo lunghi (e sul dato dei tempi di
ricovero siamo ben al di sopra della media nazionale). Ma anche
qui i dati ci dicono, smentendo le narrazioni dell'assessore, che
partivamo già da una dotazione di posti letto inferiore alla
media nazionale e dovevamo recuperare terreno: invece, nel 2025
registriamo 24 posti letto in meno rispetto al 2019 e oltre 900
accessi in meno".
"Per non parlare - conclude Celotti - dello stallo in cui si è
arenata la riforma della sanità territoriale, con la medicina
generale che arranca per la mancanza di medici, le Case della
comunità che sono state ridotte a guardie mediche h24 e i
pazienti che ancora non sanno cosa è il numero 116117".
ACON/COM/rm