SICUREZZA. NOVELLI (FI): STOP A CRIMINALIZZAZIONE FORZE DELL'ORDINE
(ACON) Trieste, 23 ott - "Al netto di dinamiche interne rispetto
alle quali non è opportuno azzardare interpretazioni, rilevo che,
troppo spesso, gli uomini e le donne delle forze dell'ordine si
trovano esposti a una gogna preventiva, come se esercitare il
proprio ruolo di controllo e garantire la sicurezza dei cittadini
fosse, di per sé, qualcosa di cui doversi giustificare. Chi
indossa una divisa deve essere messo nelle condizioni di svolgere
il proprio lavoro con serenità, autorevolezza e il necessario
sostegno delle istituzioni".
Lo dichiara in una nota Roberto Novelli, consigliere regionale di
Forza Italia, esprimendo alcune considerazioni alla luce del caso
dei due carabinieri rinviati a giudizio per i fatti avvenuti a
Udine, nella zona ex Safau, nell'ottobre 2024, in occasione della
partita Italia-Israele.
Novelli premette che "naturalmente, la magistratura farà il
proprio corso e sarà il processo a dover accertare eventuali
responsabilità individuali. Nessuno è al di sopra della legge,
tanto meno chi è chiamato a farla rispettare. Ma proprio per
questo, propongo una considerazione che astrae dal caso specifico
e osserva un fenomeno generale: dobbiamo evitare che il
procedimento giudiziario si trasformi, sul piano mediatico e
culturale, in una condanna anticipata. Le accuse vanno accertate
nelle sedi competenti, senza processi sommari e senza trasformare
singoli casi in un pretesto per delegittimare un'intera
categoria".
"Il problema - osserva l'esponente di Forza Italia - è anche e
soprattutto culturale. Si sta diffondendo un approccio
pericoloso, nel quale chi interviene per garantire l'ordine
pubblico finisce troppo spesso sul banco degli imputati già nel
dibattito pubblico, mentre si dimentica quanto sia complesso e
delicato il lavoro delle forze dell'ordine".
"Operare in contesti potenzialmente critici - prosegue Novelli -
prendere decisioni in pochi istanti e gestire situazioni di
tensione richiede preparazione, equilibrio e capacità di
valutazione. È giusto verificare che ogni intervento rispetti le
regole, ma è altrettanto doveroso riconoscere la funzione
fondamentale di chi ogni giorno è chiamato a tutelare la
sicurezza collettiva".
"Non possiamo - afferma il consigliere - pretendere che
carabinieri, poliziotti e tutti gli operatori della sicurezza
garantiscano ordine e legalità, per poi lasciarli soli quando il
loro operato finisce sotto esame. Servono rispetto, fiducia e un
sostegno istituzionale concreto, insieme a regole chiare e
strumenti adeguati per consentire loro di agire. La sicurezza dei
cittadini passa anche dalla serenità di chi è chiamato a
proteggerli".
"Difendere le forze dell'ordine - conclude Novelli - non
significa giustificare qualsiasi comportamento, ma rifiutare la
cultura del sospetto permanente e della colpevolizzazione
preventiva. Significa riconoscere che chi serve lo Stato merita
rispetto e che eventuali responsabilità devono essere accertate
sulla base dei fatti, non di pregiudizi ideologici".
ACON/COM/rm