SALUTE. CELOTTI-MORETTI (PD): FORZA ITALIA RACCONTA UN'ALTRA REGIONE
(ACON) Trieste, 26 ott - "Il maldestro tentativo di Forza
Italia di difendere l'indifendibile non può che infrangersi
contro la realtà dei fatti e in questo caso dei dati che non sono
un'invenzione del Pd, ma il frutto di un accesso agli atti che
non è confutabile. E per questo continueremo a farli". Lo
affermano in una nota i consiglieri regionali Manuela Celotti e
Diego Moretti (Pd) replicando alle affermazioni dei consiglieri
regionali di FI.
"Le loro dichiarazioni - proseguono - fanno pensare che
evidentemente non viviamo nella stessa regione. I numeri delle
cure intermedie, ufficiali, forniti dalla Regione, parlano di un
ridimensionamento dei posti delle rsa e dei ricoveri. Forse i
colleghi parlano delle case di riposo, giocando sul fatto che nel
resto d'Italia si chiamano proprio rsa, che non ci risulta siano
la stessa cosa di un reparto di medicina o di un ospedale di
comunità".
"Dal governo Serracchiani - ricordano i due esponenti dem - sono
passati più di otto anni. Gli indicatori di allora erano
nettamente migliori di quelli di oggi. In questi otto anni (non
prima) sono stati tagliati più di 200 posti letto negli ospedali
della regione, le cure intermedie non sono state potenziate, la
medicina di base è in profonda crisi e, come dicono gli stessi
consiglieri di Forza Italia, tutto il resto è in stato di
programmazione, cioè futuribile, non ancora operativo: dalle Case
della comunità, agli ospedali di comunità, all'aumento dei posti
delle case di riposo".
Ma posto che "sulla sanità territoriale bisogna investire, come
sosteniamo da decenni - sottolineano Moretti e Celotti - non solo
questo non è stato fatto, ma nel frattempo si sono tagliati,
oltre gli standard nazionali, i posti dei reparti ospedalieri che
rappresentano una risposta fondamentale per le persone anziane e
non solo. Un conto è ridurre per allinearsi ai trend nazionali,
un conto è contrarre l'offerta ben al di sotto dei target
nazionali. Qui non si è razionalizzato e reso più efficiente il
sistema, si è invece creato un evidente disequilibrio".
A oggi, continuano, "non abbiamo ottemperato all'obiettivo 'meno
ospedale e più territorio', ma evidentemente a quello che prevede
meno ospedale e basta. In questa regione ci sono già meno posti
letto ospedalieri per abitante rispetto alle altre regioni,
quindi - conclude la nota - la domanda è perché tagliare ancora e
come si giustifica un taglio avvenuto nel silenzio più totale e
senza il parallelo rinforzo delle cosiddetto Territorio".
ACON/COM/aa