RIFIUTI. IV COMM: SÌ REGOLAMENTO IMPIANTI VERDE, NODO SOGLIA 1.000 TON
(ACON) Trieste, 28 ott - Parere favorevole a maggioranza, con
il voto contrario delle Opposizioni, da parte della IV
Commissione consiliare, presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega),
al nuovo regolamento per la concessione di contributi alle
imprese che intendono realizzare impianti di trattamento dei
rifiuti derivanti dalla manutenzione del verde, come previsto
dalla legge regionale 19/2025. Il documento si riferisce a una
linea contributiva che ha una dotazione finanziaria di 100mila
euro per il 2026, con finanziamenti in regime de minimis e fino
al 50% della spesa ammissibile, per la realizzazione di nuove
strutture.
Dal quadro della situazione è emerso che, stando ai dati del
2024, in Friuli Venezia Giulia ci sono 25 impianti per il
trattamento degli scarti del verde, 7 di questi hanno una portata
superiore alle 1.000 tonnellate, dove la capacità totale di
trattamento potenziale è di 85mila. Il Fvg non porta fuori
regione questo materiale, dal Veneto invece arrivano 36mila
tonnellate. Stando alle previsioni, la nuova linea contributiva
consentirà di finanziare 3-4 nuovi impianti.
A dominare l'intera seduta della Commissione, è stato proprio il
confronto sul parametro minimo delle 1.000 tonnellate annue di
capacità di trattamento prescritto dal regolamento. Una soglia
ritenuta da molti consiglieri, anche della Maggioranza,
penalizzante per le piccole realtà artigiane del territorio.
"In questo modo si escludono dal provvedimento le realtà che
hanno più difficoltà economiche, come i piccoli artigiani e
giardinieri", ha spiegato Lucia Buna (Lega) che in legge di
stabilità aveva presentato, assieme al collega Alberto Budai
(Lega), un emendamento per introdurre i finanziamenti.
"L'obiettivo - ha evidenziato lo stesso Budai - è fare in modo
che, per le piccole realtà che in regione si occupano della
manutenzione del verde, i residui non siano un rifiuto difficile
da gestire, ma diventino materia prima. Il rischio è di trovarsi
con uno o due nuovi impianti, invece che con dieci distribuiti su
tutto il territorio".
Buna ha quindi depositato delle osservazioni sul parametro minimo
delle 1.000 tonnellate, che l'assessore regionale alla Difesa
dell'ambiente, Fabio Scoccimarro, valuterà prima
dell'approvazione definitiva del regolamento da parte della
Giunta, spiegando comunque che tale limite "è dettato da
un'attenzione ecologica ed è una scelta precauzionale, dal
momento che per impianti così grandi è prevista la pavimentazione
e un sistema di trattamento delle acque".
Compatte le Opposizioni nell'evidenziare le contraddizioni emerse
durante i lavori della Commissione. "All'interno della
Maggioranza ci sono diversità di impostazione su questo tema", ha
attaccato Diego Moretti (Pd), chiedendosi per quale motivo "se
c'è già la volontà della Giunta di modificare il regolamento, lo
stesso non viene ritirato e poi ripresentato alla Commissione".
Anche Marco Putto (Patto per l'Autonomia-Civica Fvg) ha definito
"disordinato votare un regolamento con una semplice annotazione
verbale, che in politica ha un valore pari a zero".
"Il provvediento andava ritirato e approfondito prima del voto",
secondo Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), che ha aggiunto:
"Stiamo discutendo il ruolo della Regione come un contributificio
senza un ragionamento chiaro sull'interesse pubblico del nuovo
finanziamento".
Entrando nel merito del regolamento stesso, Massimiliano Pozzo
(Pd) ha condiviso le sottolineature di Buna e Budai, ribadendo
che "il mondo delle piccole imprese deve essere tenuto in debita
considerazione". Sempre in casa dem, Andrea Carli si è
focalizzato sul modello di impianto, chiedendo alla Giunta di
"dichiarare qual è l'obiettivo strategico e capire se si intende
concentrare le risorse su pochi grandi impianti o puntare su più
strutture di piccole dimensioni".
Critiche anche da Serena Pellegrino (Avs), che ha messo in
guardia dai rischi commerciali del settore: "Ci troviamo di
fronte a un problema ecologico da risolvere, ma non possiamo
attivare una filiera economica che finisca per importare verde da
fuori regione". Sul tema dei rifiuti che fluttuano da una regione
all'altra si è soffermato anche Nicola Conficoni (Pd), chiedendo
poi "quante domande potranno essere accolte con i fondi a
disposizione".
ACON/AA-rcm