RIFIUTI. PELLEGRINO (AVS): TUTELA AMBIENTALE ANCHE IN PICCOLI IMPIANTI
(ACON) Trieste, 28 ott - "Questa misura sembra servire
soprattutto a sostenere economicamente le aziende. La sua utilità
ambientale resta invece tutta da dimostrare: chi ha un impianto
sotto le mille tonnellate annue farà comunque gli interventi
necessari per gestire i rifiuti derivati da verde urbano? Dire
che i contributi sono necessari per interventi che prevedono la
realizzazione di una platea in cemento e la realizzazione di
impianti per il controllo delle acque, per evitare che ci sia del
percolato dovuto a conferimenti non congrui, prevede che non ci
siano dei controlli adeguati al momento del conferimento. È su
questo punto, rimasto senza risposta, che abbiamo espresso voto
contrario".
Lo afferma in una nota Serena Pellegrino, consigliera regionale
di Alleanza Verdi e Sinistra, al termine della discussione sul
regolamento allegato alla delibera di Giunta del 2 ottobre 2026,
relativo ai contributi per gli impianti di trattamento dei
rifiuti derivanti dalla manutenzione del verde pubblico e privato.
"Il finanziamento - evidenzia l'esponente di Avs - è riservato
agli impianti con capacità di trattamento pari o superiore a
mille tonnellate annue. Ma il rischio di inquinamento non
scompare sotto quella soglia. Se i rifiuti conferiti non vengono
gestiti correttamente, le conseguenze possono raggiungere le
falde. Che cosa accadrà negli impianti più piccoli, esclusi dai
contributi? La risposta dell'assessore sulla scarsità del
personale disponibile per i controlli rende la questione ancora
più preoccupante".
"È difficile comprendere come si possa sostenere la realizzazione
di nuovi impianti senza sapere se la vigilanza sarà sufficiente.
Non da meno - incalza la consigliera - sono preoccupanti i numeri
che confermano l'importazione di rifiuti del verde urbano dal
vicino Veneto, pari a un terzo del totale conferito e che
potranno incentivare non solo l'ampliamento di quelli esistenti
ma anche la realizzazione di nuovi impianti".
Pellegrino contesta anche la scelta di affidare a un verbale
allegato le proposte dei colleghi Buna e Budai sugli impianti
sotto soglia: "Rispetto al contenuto del regolamento, quel
verbale ha valore sostanziale nullo. Le richieste restano agli
atti, ma il provvedimento rimane quello di prima. Per questo
avevo chiesto che le modifiche fossero inserite nel testo da
riportare in Giunta".
"La finalità di questa delibera dovrebbe essere ecologica dove la
ricaduta economica è un corollario, tanto più se sostenuto da
contributi pubblici. Usare il vestitino verde per fare business
non è etico. Sostenere le imprese è una scelta economica di cui
la Maggioranza deve assumersi la responsabilità. Se rimane
irrisolto il problema dei reflui negli impianti esclusi e mancano
le risorse per controllare, la tutela ambientale resta una
promessa", conclude la consigliera.
ACON/COM/sm