CERIMONIE. PELLEGRINO (AVS): GONARS, MEMORIA SIA MONITO DI PACE
(ACON) Trieste, 2 nov - "A Gonars la memoria storica non è un
mero esercizio di retorica passeggera, ma un atto di profonda
riparazione politica e civile. In questo anniversario, ricordare
le oltre 500 vittime innocenti, tra cui molti bambini piccoli,
morte di fame e stenti per mano dell'imperialismo fascista
italiano tra il 1941 e il 1943, significa fare i conti con una
pagina nera del nostro passato che l'attuale destra di governo
continua a voler ignorare o derubricare".
Così in una nota la consigliera regionale Serena Pellegrino,
Alleanza Verdi e Sinistra, a margine delle commemorazioni presso
il Sacrario monumentale di Gonars (Ud).
"Il campo di concentramento di Gonars - prosegue Pellegrino -
rappresenta l'espressione più brutale della strategia di bonifica
etnica condotta dal regime fascista ai danni delle popolazioni
slovene e croate nella Provincia italiana di Lubiana. Uomini,
donne e anziani vennero strappati alle proprie terre e condannati
alla miseria umana in un'ottica di aggressione militare
programmata".
"Davanti a tali crimini di guerra - sottolinea l'esponente
rossoverde - è inaccettabile il persistente silenzio
istituzionale di chi oggi, a livello locale e nazionale, flirta
con il revisionismo storico per ripulire la matrice ideologica
del fascismo nostrano. Mentre i monumenti del Sacrario, nati
dalla volontà di Slovenia, Croazia e della ex Jugoslavia,
mantengono viva la pietas e l'evidenza storica del dramma, la
politica democratica ha il dovere di andare oltre".
"È giunto il momento - incalza Pellegrino - che la Repubblica
italiana e le sue istituzioni trovino il coraggio storico e
civile di chiedere formalmente scusa per le atrocità commesse dal
regime fascista nei territori occupati della ex Jugoslavia.
Mantenere alta l'attenzione sul valore antifascista di luoghi
come Gonars, Visco e la ex caserma Piave di Palmanova, oltre la
Risiera di San Sabba non serve solo a onorare il passato, ma a
difendere il presente. C'è l'urgente necessità di un comune senso
di responsabilità e di pace".
"Affinché la verità non venga sepolta dalle note dell'inno di
Mameli e da una corona di fiori - conclude la consigliera di
Alleanza Verdi e Sinistra - la memoria di Gonars deve
trasformarsi in un severo monito. In un'epoca segnata dal ritorno
di pericolosi nazionalismi, dalla spinta alla militarizzazione e
dal tentativo di svuotare i valori della nostra Costituzione,
ricordare i crimini del fascismo significa opporsi a ogni forma
di sopraffazione. Solo così la nostra regione potrà rilanciarsi
come un naturale laboratorio di pace, cooperazione
transfrontaliera e disarmo".
ACON/COM/rm