PORTO VECCHIO TS. PELLEGRINO (AVS): NO FATALITÀ, MA MORTI ANNUNCIATE
(ACON) Trieste, 2 nov - "Esprimiamo il più profondo e doloroso
cordoglio per la tragica scomparsa delle due persone che, questa
notte, hanno perso la vita nell'incendio di un magazzino
abbandonato in Porto vecchio a Trieste. Al dolore si aggiunge
però una rabbia profonda, perché non ci troviamo di fronte a una
tragica fatalità, ma a morti annunciate che si dovevano e si
potevano evitare". Così in una nota Serena Pellegrino,
consigliera regionale di Avs, commentando con l'onorevole Marco
Grimaldi (Avs) "il drammatico rogo avvenuto a Trieste mentre
sulla città sferzava una fortissima bora".
"Da anni denunciamo come a Trieste - rammenta Pellegrino - decine
di persone siano costrette a cercare riparo in strutture
fatiscenti, degradate e insicure. Ieri, mentre la stragrande
maggioranza dei cittadini poteva proteggersi dal gelo e dal vento
nelle proprie case, c'era chi non aveva altra scelta se non un
edificio abbandonato per superare la notte. È inaccettabile che
in una società civile si continui a morire di marginalità e di
freddo".
Gli esponenti di Avs spostano poi l'accento "sul piano
strettamente istituzionale, puntando il dito contro la gestione
della sicurezza e dei flussi migratori sul territorio. Due morti
nel rogo di Porto vecchio a Trieste non è fatalità, è una
tragedia annunciata soprattutto dal momento che già lo scorso
inverno ci sono stati altri morti negli stessi magazzini. Le
responsabilità politiche di quanto accaduto vanno chiamate con il
loro nome. Comune, Prefettura e Regione continuano pervicacemente
a non voler garantire risposte strutturali e adeguate alle
esigenze di accoglienza, preferendo speculare sul perpetuarsi di
uno stato di emergenza continuo. La vera sicurezza non si fa
lasciando gli esseri umani invisibili nei magazzini abbandonati,
o spostandoli come fossero involucri da smaltire, ma programmando
soluzioni dignitose e umane".
"È ora di dire basta. Chiediamo con forza e immediatezza -
incalza Pellegrino - l'apertura di un centro di bassa soglia che
possa offrire un riparo sicuro a chiunque ne abbia bisogno,
sottraendo queste persone alla disperazione e al rischio della
vita. La mancanza di volontà politica non può continuare a essere
pagata con le vite umane e demonizzando il lavoro di chi si
occupa di chi vive per sopravvivere, ovvero gli ultimi, i più
vulnerabili e le fasce più marginalizzate della nostra società".
"Il Consorzio italiano di solidarietà - ufficio rifugiati di
Trieste denuncia che, da mesi - rende noto la consigliera nella
nota congiunta -, gli appartamenti gestiti dal consorzio hanno
mediamente 70 posti vuoti che potrebbero garantire un alloggio
dignitoso, ma che restano inutilizzati per scelte amministrative.
Non sono più ammissibili le scelte del Comune di Trieste, che si
rifiuta di aprire l'ex mercato di via Flavio Gioia, della
Questura, che rinvia di mesi le domande di asilo per non
accogliere, e della Prefettura, che nega i diritti, senza
dimenticare il divieto di distribuire cibo e coperte in piazza
Libertà. Questa è una politica di violenza e abbandono che
uccide".
"Presenteremo interrogazioni in Parlamento e in Consiglio
regionale per pretendere risposte dalla maggioranza di
Centrodestra. Non siamo di fronte a un'inefficienza - chiudono i
due esponenti di Avs -, ma a una precisa strategia politica di
violenza e abbandono che calpesta il diritto d'asilo, con
conseguenze troppo spesso mortali".
ACON/COM/rcm