SALUTE. CELOTTI (PD): TAGLI A CONTINUITÀ ASSISTENZIALE SUL TERRITORIO


SALUTE. CELOTTI (PD): TAGLI A CONTINUITÀ ASSISTENZIALE SUL TERRITORIO

05.11.2026
18:01
(ACON) Trieste, 5 nov - "La riorganizzazione della Continuità assistenziale rischia di ridurre ulteriormente i presidi sanitari sul territorio, allontanando i servizi dai cittadini proprio mentre la riforma della sanità territoriale dovrebbe rafforzarne la prossimità. In particolare la scelta di chiudere la sede di Cervignano, trasferendo il servizio a Palmanova, richiede spiegazioni e garanzie precise". Lo afferma, in una nota, la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd), che attraverso un'interrogazione chiede alla Giunta regionale di chiarire le ragioni della riorganizzazione disposta da Asufc, in vigore dal prossimo 1° dicembre.

Il decreto di Asufc 1017 del 29 ottobre, spiega la nota, prevede il passaggio da 22 a 14 sedi di Continuità assistenziale, con una riduzione del 25% delle presenze mediche diurne e del 17,2% di quelle notturne.

Per questo Celotti chiede "come si pensa di garantire una buona risposta ai cittadini, continuando ad accentrare e a ridurre e quali evidenze l'Azienda possa portare a sostegno delle proprie decisioni, perché nel decreto non viene riportato nulla di tutto questo". C'è poi, continua Celotti "il caso eclatante di Cervignano, dove nonostante i volumi medi di accesso risultino superiori a quelli registrati a Palmanova e sia già presente una Casa della comunità spoke, si è deciso inspiegabilmente che il servizio verrà chiuso. Sono elementi che rendono necessario conoscere le valutazioni alla base della decisione". E ancora, la dem cita poi San Giorgio di Nogaro e Buja, "centri importanti, sedi di servizi di Distretto, che fungono da decenni da perno anche per i Comuni limitrofi", chiedendo "di considerare non soltanto i volumi medi di attività, ma anche le distanze, i tempi di percorrenza, i picchi di domanda e gli interventi domiciliari" ed evidenziando che "i dati considerati da Asufc si riferiscono a pochi mesi estivi, quando si sarebbe dovuto prendere in esame almeno un intero anno per fare le dovute valutazioni".

Le Case della comunità, conclude Celotti, "dovrebbero servire a potenziare l'assistenza di prossimità, non diventare uno strumento per tagliare e ridurre. Prima di procedere occorre una valutazione tecnico-sanitaria documentata che dimostri come il nuovo assetto possa garantire ai cittadini un'assistenza adeguata, tempestiva e accessibile". ACON/COM/aa



  • Manuela Celotti (Pd)
    Manuela Celotti (Pd)