SCONTRI A TS. MASSOLINO (PAT-CIV): SERVE RISPOSTA ISTITUZIONALE
(ACON) Trieste, 7 nov - "A Trieste, l'abbandono istituzionale
delle persone costrette a dormire in strada o nei magazzini del
Porto Vecchio alimenta tensioni e violenza. Un contesto nel quale
chi governa finisce per mettere a repentaglio anche le stesse
forze dell'ordine, chiamate a difendere uno stato di cose ormai
insostenibile. A pochi metri dall'ex mercato di via Gioia, di
proprietà comunale e lasciato colpevolmente vuoto da anni, sono
già morte quattro persone in meno di due anni. Il tentativo di
occupazione di quegli spazi non può essere ridotto a una mera
questione di ordine pubblico".
Lo afferma in una nota la consigliera regionale del Patto per
l'Autonomia-Civica Fvg, Giulia Massolino.
"Quanto accaduto ieri in piazza - evidenzia Massolino che era
presente alla manifestazione - è diretta conseguenza della totale
assenza di risposte da parte delle istituzioni competenti, e di
una Destra che continua a soffiare sul fuoco ignorando problemi
sociali sempre più estesi. Così si producono tensioni,
esasperazione e contrapposizioni, fino a sfociare in episodi di
violenza. Un circolo vizioso che può essere interrotto solo se le
istituzioni decidono di agire con responsabilità e umanità, con
decisioni all'altezza della gravità e della complessità della
situazione".
"Sono anni che viene richiesto di destinare lo stabile di via
Gioia, attualmente inutilizzato, a una funzione di accoglienza a
bassa soglia - continua l'esponente autonomista -. Alcune
persone, esasperate dall'abbandono istituzionale che ha
comportato la morte di quattro persone, hanno aperto l'accesso
allo stabile, e la situazione è successivamente degenerata con
l'intervento delle forze di polizia in tenuta antisommossa. I
manifestanti chiedevano un confronto con la Prefettura e la
Questura, ma nonostante questa richiesta di dialogo si è arrivati
a momenti di tensione e all'utilizzo dei manganelli, nonostante
la presenza della responsabile nazionale task force ricerca
azione di Amnesty International che invitava alla calma e a non
usare i manganelli".
La consigliera ritiene che "la gestione dell'intervento avrebbe
dovuto privilegiare il confronto e la ricerca di una soluzione,
evitando un'escalation che non ha contribuito a risolvere il
problema all'origine della mobilitazione. La presenza di un
presidio numeroso e pacifico avrebbe dovuto rappresentare
un'occasione per ascoltare una richiesta che da tempo attende
risposte".
"Il lancio di un petardo è stato un gesto irresponsabile che non
aiuta il confronto, allo stesso tempo, ritengo importante non
perdere di vista le proporzioni e soprattutto le ragioni che
hanno portato tante persone in piazza. La questione centrale -
conclude Massolino - resta l'emergenza delle persone senza
dimora: i tempi delle procedure di richiesta d'asilo, la
disponibilità di spazi inutilizzati e, più in generale, l'assenza
di risposte adeguate a bisogni essenziali. Sono questi i problemi
sui quali le istituzioni devono assumersi le proprie
responsabilità".
ACON/COM/sm