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CR: Piano territoriale, relatore Ritossa (6)

10.11.2005
15:38
(ACON) Trieste, 10 nov - MPB - Un disegno di legge, quello sul piano territoriale, presentato - secondo il relatore di minoranza Adriano Ritossa (AN) - a tamburo battente dalla Giunta regionale, con una fretta sospetta che nasconde un'incapacità progettuale e di pianificazione, tant'è che affronta solo una parte del riordino della pianificazione territoriale e urbanistica, tralasciando di considerare la rivisitazione della legge regionale 52 del 1991 che rappresenta per il Friuli Venezia Giulia una pietra miliare in ambito urbanistico.

Ricordando lo scontento emerso dalle audizioni tanto per la metodologia legislativa adottata quanto per il contenuto del testo, Ritossa ha riassunto le critiche delle associazioni ambientaliste e la posizione delle Province, che hanno gridato alla scandalo per il venir meno della programmazione sovracomunale già prevista dalla legge 10 del 1988 (sul decentramento), mentre ai Comuni si dà facoltà di effettuare un'azione di coordinamento senza prefissare adeguatamente gli standard entro cui muoversi. Inopportuno poi, secondo il relatore, assegnare agli stessi Comuni una piena responsabilità urbanistica quando non dispongono di figure professionali tali da evitare in un secondo tempo di ricorrere a professionisti esterni che possono recare visioni privatistiche, in contrasto quindi con gli interessi pubblici di un Ente locale.

Premesse che renderebbero opportuna una riflessione generale sugli otto articoli del primo Titolo, quello riguardante la parte urbanistica vera e propria - ha detto ancora Ritossa riconfermando la posizione negativa sulla norma e dichiarando di poter accettare, pur in maniera critica, solo le norme comprese nel secondo titolo, inerenti la localizzazione di infrastrutture strategiche regionali anche se, in questo caso, è come il cane che si mangia la coda, poiché per definire la localizzazione delle infrastrutture strategiche è necessaria una visione generale intraregionale e intrastatale per quanto concerne viabilità, energia, logistica e quindi occorre un esame puntuale coordinato tra realtà provinciali e regionali.

(segue)