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IdV-Citt: Colussi, pdl 39 in contrasto con programma Tondo

01.10.2009
17:59
(ACON) Trieste, 01 ott - COM/MPB - Intervenendo nel dibattito sul pdl 39, il capogruppo IdV-Citt Piero Colussi ha evidenziato come la proposta leghista in termini di immigrazione sia del tutto estranea agli impegni assunti dal presidente Tondo nel suo programma elettorale, per tanti aspetti condivisibile dove si parla di "integrazione come processo con l'inserimento effettivo degli immigrati nella struttura economica sociale e politica del Friuli Venezia Giulia" e, ancora, dove si dice che "si tratta di dare attuazione ad una politica di integrazione equilibrata, scevra da eccessi ideologici".

Dalla discussione - sottolinea Colussi - è emerso in tutta la sua gravità un atteggiamento politico, in particolare della Lega Nord, che sottende una volontà discriminatoria e un costruire scenari di aperta ostilità nei confronti dei soggetti più deboli. Un contrasto stridente - per il capogruppo - che da solo spiega l'imbarazzo, al limite della reticenza, con cui la Giunta, attraverso l'assessore Molinaro, ha replicato al termine del dibattito generale dichiarando che trattasi di iniziativa consiliare rispetto alla quale la Giunta ha dichiaratamente voluto non interferire".

"La proposta di legge 39, se non sarà radicalmente modificata dal Consiglio, realizza un percorso di esclusione e non di inclusione sociale, di negazione di diritti fondamentali in particolare dei bambini e dei minori. Colussi ha anche denunciato la grave scorrettezza istituzionale compiuta già in Commissione, e che non ha trovato risposta in apertura dei lavori consiliari, consistente nell'impossibilità di acquisire il parere del Tutore dei minori su quelle parti della legge relative al diritto alla studio e, più in generale, agli interventi di sostegno dell'infanzia".

"L'impossibilità di confrontarsi con il Tutore dei minori - ha protestato il capogruppo di IdV-Cittadini - discende dalla sovrapposizione di questa figura con quella del presidente del Consiglio regionale e conferma l'incompatibilità anche sostanziale tra i due ruoli. Ho ragione di ritenere che il leghista Ballaman abbia evitato il confronto in quanto, nel ruolo di Tutore dei minori, non avrebbe in ogni caso potuto avvallare le proposte della stessa Lega Nord. Questa grave situazione mi porta a chiedere con forza al presidente Ballaman di rinunciare al ruolo di Tutore dei minori prima di mettere il Consiglio regionale nella sgradevole posizione di dover cancellare con una legge questa importante figura istituzionale".