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III Comm: riforma sanità, illustrata pdl Gruppo Forza Italia (3)

27.08.2014
12:32
(ACON) Trieste, 27 ago - ET - La riforma è necessaria e improcrastinabile ed è necessario rispettare i tempi previsti per il suo iter, perché questa possa essere efficace dal primo gennaio 2015.

Chiara la posizione di Riccardo Riccardi (FI), primo firmatario della proposta di legge presentata dal Gruppo consiliare di Forza Italia. Una proposta che il capogruppo ha definito intermedia tra quella della maggioranza e l'impostazione contenuta nel pdl di Renzo Tondo.

Perno del provvedimento: la riorganizzazione dell'architettura istituzionale. La norma presentata verte dunque su una sola Azienda sanitaria territoriale - comprensiva degli ospedali di rete - su due Aziende ospedaliero universitarie di Trieste e di Udine, sull'Azienda ospedaliera pordenonese nella sua attuale configurazione e sui due IRCSS, Cro e Burlo.

Per i proponenti si otterrebbe così non solo il risparmio sulle attuali sei strutture amministrative esistenti, ma anche una maggior razionalità nell'organizzazione delle funzioni ospedaliere, uniformità di offerta di servizi sanitari territoriali, l'accentramento in una sola direzione delle attività relative all'amministrazione e contabilità, agli acquisti, alla gestione delle risorse umane, alle tecnologie, alle manutenzioni, comunque mantenendo la gestione delle risorse nell'ambito aziendale.

Ciò porterebbe a un unico centro di governo territoriale, pur mantenendo la necessaria autonomia delle aziende ospedaliere hub, vista la complessità e la loro mission.

L'assetto istituzionale ricercato dalla proposta prevede quindi 6 istituzioni (aziende) anziché le attuali 11. Nell'ambito dell'unica Azienda sanitaria territoriale, viene spiegato nella premessa all'articolato, ci sarebbero 10 Distretti socio sanitari, coincidenti con gli attuali Ambiti socio-assistenziali, e i tre Dipartimenti per la Prevenzione, la Salute mentale e le Dipendenze. I Distretti coprirebbero aree sostanzialmente omogenee e con popolazioni superiori ai 100.000 residenti ciascuno. La Conferenza permanente per la programmazione sanitaria, sociale e sociosanitaria regionale avrebbe competenza sugli atti programmatori e consuntivi delle 6 Aziende. L'Assemblea dei sindaci per ciascun Distretto avrà competenza per gli atti programmatori e consuntivi sia sul versante sanitario che sociale.

L'uniformità di offerta sull'intero territorio regionale significa anche garanzia di uniformità sulle regole di accesso ai servizi da parte di tutti i cittadini e omogenea applicazione dei criteri di attribuzione della priorità per l'ottenimento delle prestazioni.

Risultati importanti dal riassetto istituzionale sono attesi dai proponenti, in particolare dall'integrazione delle funzioni degli ospedali di rete con le Aziende ospedaliero universitarie e con l'Azienda ospedaliera di riferimento, con conseguente piena attuazione del modello hub e spoke.

Al termine delle illustrazioni, il capogruppo NCD Alessandro Colautti ha chiesto di vagliare la possibilità di istituire un comitato ristretto per esaminare le tre proposte. La Commissione, ha detto il presidente Rotelli (Pd), discuterà di questa possibilità in una prossima riunione.

I lavori proseguiranno alle 14.30 con la prima tornata di audizioni.

(immagini tv)

(segue)