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Cr: ddl minoranze linguistiche, relatore Bidoli (7)

30.10.2019
13:19
(ACON) Trieste, 30 ott - RCM - "Credo che prima di avviare qualsiasi discorso sulle minoranze linguistiche, sia opportuno richiamare l'articolo 6 della nostra Costituzione che, con concisa chiarezza, sancisce che 'La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche'".

La premessa è del secondo relatore di minoranza del disegno di legge n. 68, Giampaolo Bidoli (Patto).

La situazione delle tre minoranze storiche presenti in Regione non è, e non può essere, uguale - sostiene il consigliere -: il loro contesto storico e sociale è estremamente differenziato. Pur essendo tutte riconosciute, pur avendo tutte una norma regionale specifica di riferimento, pur ricevendo tutte finanziamenti, i diritti riconosciuti non sono uguali, come non lo sono i finanziamenti concessi.

Quello che questo disegno di legge propone - afferma il relatore di minoranza - è una modifica alle tre leggi regionali di riferimento (26/2007, 29/2007 e 20/2009), eppure, se per alcuni contesti si tratta di interventi di cosiddetta "manutenzione" o migliorativi (quale, ad esempio, la previsione del sostegno economico per le spese e per il supporto tecnico-scientifico per le iniziative correlate e preparatorie per la realizzazione della Prima Conferenza regionale sulla tutela della minoranza linguistica tedesca) che interessano le minoranze tedesca e slovena, per altri aspetti si mascherano modifiche che mutano profondamente il quadro della normativa di riferimento per la lingua friulana.

Eppure, sulla necessità di rafforzare il sistema di tutela e valorizzazione della lingua friulana quest'Aula, inconsuetamente compatta, si è già espressa in ben due occasioni: con le mozioni n. 4 "Sedi Rai regionali: impegno nel rafforzamento e nella valorizzazione dell'informazione e delle strutture a tutela delle minoranze linguistiche regionali" (proposta dal nostro Gruppo consiliare - ha evidenziato Bidoli) e n. 27 "Friulano in Rai Televisione Regionale". In entrambe queste occasioni, il Consiglio ha chiesto alla Giunta regionale un impegno forte per rafforzare il friulano nel contesto radiotelevisivo.

Difficile, poi, per Bidoli giustificare anche alcune scelte metodologiche, "a partire da una fretta inconsueta che sembra dettata più dalla volontà di apporre la spunta su una nuova legge anziché dalla volontà di giungere veramente a una revisione condivisa". Inoltre, se è vero che oggi manca una Commissione regionale consultiva per la minoranza linguistica friulana (in analogia a quella slovena), questa può tranquillamente essere istituita. Grave, poi, che l'abrogazione della Commissione per l'uso sociale della lingua friulana (articolo 21) sia giustificata semplicemente dal fatto che dal 2007 a oggi non è mai stata creata, in quanto di difficile composizione.

Il vero problema del provvedimento, però, per l'esponente di opposizione è l'articolo 19, con cui modifica l'art. 24 della Lr 29/2007: sinora la Regione, riconoscendo una speciale funzione di servizio ai soggetti che svolgono un'attività qualificata e continuativa nel territorio regionale per la promozione e la diffusione della lingua friulana e che dispongono di strutture stabili e di un'adeguata organizzazione, individuava otto soggetti specifici.

Con le modifiche proposte il sistema sarà profondamente scardinato, istituendo l'Albo regionale delle associazioni della minoranza linguistica friulana a cui le associazioni dovranno iscriversi per poter accedere ai finanziamenti. "Quando questa modifica sarà operativa?", vuol sapere Bidoli. Infatti l'Albo e l'erogazione dei finanziamenti saranno disciplinati da due regolamenti che necessitano di un iter amministrativo che potrebbe porre seri problemi per il futuro di queste realtà. Non solo: abolire il riconoscimento di finanziamenti stabili alle associazioni storiche, rischia di compromettere il loro futuro. "E, fatto ancor più grave, si ritratta il formale riconoscimento dell'attività virtuosa di realtà uniche, fondamentali e addirittura fondanti il nostro senso identitario che rischiano di non veder più riconosciuto il loro valore storicamente radicato a causa di un lavoro sbrigativo, che poco conosce la realtà su cui va a intervenire".

(foto su www.consiglio.regione.fvg.it; immagini alle tv)

(segue)



Il relatore Giampaolo Bidoli di Patto per l'Autonomia (foto Acon)