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Lavoro: Aula accoglie primi 21 articoli ddl 105, domani voto finale

30.09.2020
18:47
(ACON) Trieste, 30 set - L'Aula ha approvato i primi 21 dei 52 articoli di cui è composto il testo base del disegno di legge 105 in materia di lavoro, disposto dall'assessore regionale Alessia Rosolen e che ha Alberto Budai (Lega) e Mauro Di Bert (Prog Fvg/Ar) quali relatori di maggioranza, Furio Honsell, Chiara Da Giau (Pd) e Mauro Capozzella (M5S) di minoranza. I lavori riprenderanno domani mattina, a partire dalle 10.

Il provvedimento va a modificare la legge regionale 18/2005 su occupazione, tutela e qualità del lavoro e la Lr 27/2017 per la formazione e l'orientamento nell'ambito dell'apprendimento.

Tra gli aspetti sottolineati anche da Budai e Di Bert in sede di dibattito generale, la messa a regime della misura regionale di ricollocazione intensiva, con la presa in carico da parte degli uffici regionali e delle agenzie accreditate e una regia che rimane pubblica; la formulazione, da parte della Commissione regionale per il lavoro, di proposte in tema di politica del lavoro, programmazione generale e regolamenti attuativi e una valutazione sull'efficacia degli interventi, privilegiando il metodo della concertazione sociale e istituzionale; all'Osservatorio regionale del mercato del lavoro, di concerto con l'Agenzia Sviluppo Impresa, sarà attribuito un ruolo innovativo di monitoraggio e ricerca; si interviene sulla fiscalità prevedendo misure agevolative per l'assunzione di particolari categorie di lavoratori o per l'utilizzo di specifiche tipologie contrattuali, per il sostegno di misure concordate di welfare aziendale.

Inoltre, si registrano la razionalizzazione dell'iter procedurale per le situazioni di grave difficoltà occupazionale nel sostegno alla frequenza dei partecipanti privi di occupazione, o forme di sostegno alla mobilità per raggiungere le sedi delle iniziative formative; l'avvio di percorsi formativi e offerte di lavoro connesse ai profili professionali per cui vi è effettiva richiesta; il potenziamento dei Servizi pubblici per l'impiego regionali, nel cui ambito i Centri per l'impiego opereranno quale elemento imprescindibile di raccordo tra lavoratori e parti datoriali e che saranno organizzati nell'ambito di un'unica direzione regionale; l'estensione dei benefici degli interventi di politica attiva; l'attivazione di misure agevolative di natura fiscale; innovazioni relativamente alle politiche e agli interventi a favore delle persone con disabilità, in una logica di sistema integrato e valorizzando il ruolo del terzo settore.

Ancora un aspetto riguarda le modalità di nomina dei consiglieri di parità di area vasta: la Lr 18/2005 è aggiornata prevedendo che tale nomina sia effettuata dalla Regione in ciascuno degli ambiti territoriali di riferimento degli Enti di decentramento regionale, previa designazione da parte del Consiglio delle autonomie locali.

"Riconosco che il testo è frutto di un lavoro che ha visto coinvolte le parti sociali e che ha al suo interno strumenti e principi nuovi, condivisibili e moderni", ha ammesso Capozzella, pur puntualizzando che "i Centri per l'impiego, architrave delle politiche sul lavoro, devono essere di competenza regionale. È importante sottolineare questo punto per non creare disfunzioni nel sistema. Io li ho visitati uno a uno ed è per questo che non posso esimermi dall'imporre al Consiglio una riflessione sul loro funzionamento".

"In questo contesto socio-economico - così il commento di Honsell - una legge sul lavoro avrebbe dovuto essere un momento qualificante. Invece siamo a discutere essenzialmente una legge di manutenzione". Ci sono comunque migliorie pregevoli per il consigliere, come "le norme sulla responsabilità sociale di impresa, gli inserimenti lavorativi di giovani anche in formazione e delle lavoratrici, l'attenzione alle tipologie di lavoratori più fragili, la concertazione sociale e il passaggio generazionale delle competenze". Però "non si fa alcun cenno nell'innovazione organizzativa a incentivi per il software libero così come alla sostenibilità ambientale. Il cosiddetto lavoro agile è trattato solamente superficialmente. Si discrimina tra i lavoratori in base agli anni di residenza. L'Europa compare soprattutto come erogatore di fondi, non come punto di riferimento strategico. Scarsamente approfondito appare il raccordo con il mondo della scuola, università, ricerca e formazione".

"Meritava un'attenzione in più il lavoro agile", gli ha fatto eco Da Giau. "Uno spazio potevano trovare le problematiche del lavoro non organizzato, autonomo, intermittente. I temi del benessere aziendale e della responsabilità sociale d'impresa potevano essere trattati in modo più approfondito delineando un modello oltre alle definizioni. Ci resta la sensazione che, nonostante l'esplicitazione di sistemi di rete, la legge poco consideri altri attori sulla scena del lavoro, dalla direzione regionale alle Attività produttive all'agenzia Lavoro e SviluppoImpresa, all'Associazione nazionale politiche attive lavoro (Anpal), a volte esclusi, a volte non esplicitamente citati pur quando si parla di funzioni istituzionalmente loro affidate".

Da parte sua, l'assessore Rosolen ha commentato che "le politiche attive del lavoro prevedono misure ad hoc per chi assume a tempo indeterminato mamme con figli, già in organico ma contrattualizzate in modo precario. Obiettivo della Giunta è rendere il lavoro stabile, strutturato e solido e l'avvento del Coronavirus, che ha costretto ad allargare le maglie nella concessione di incentivi, ha confermato la centralità di un'occupazione stabile per la tenuta del tessuto sociale".

Limitate le modifiche apportate nel corso dell'esame, tra cui la previsione di un passaggio nella Commissione consiliare competente nella valutazione sia della programmazione generale in materia di lavoro (richiesto dalle Opposizioni) sia del Regolamento per l'accreditamento per lo svolgimento dei servizi al lavoro (emendamento Da Giau e altri consiglieri del Pd), piuttosto che attribuire ai Servizi pubblici per l'impiego regionali l'erogazione di servizi di mediazione culturale per lavoratori stranieri (emendamento Honsell).

Per il resto, si è trattato di semplificazioni lessicali ed esplicitazioni delle finalità delle misure previste. ACON/RCM-fc



L'assessore Rosolen interviene in Aula (Acon)
I consiglieri al lavoro (Acon)