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SviluppoImpresa: ok Aula a sostegno commercio e piccoli negozi

04.02.2021
13:02
(ACON) Trieste, 4 feb - Il Consiglio regionale ha ripreso oggi l'esame del ddl 123, approvando quattro articoli (dall'11 al 14) che prevedono misure di sostegno al settore commerciale.

Ha suscitato un ampio dibattito in particolare l'articolo 14, che dispone contributi per i piccoli negozi in grado di offrire servizi di prossimità. Il gruppo del Pd, pur condividendo le finalità del provvedimento, ne ha chiesto lo stralcio per inserire tutte le misure in una nuova legge sul commercio, opinione condivisa dagli altri gruppi di Opposizione. La proposta, messa ai voti, è stata però bocciata a maggioranza.

Discussione animata anche sui contenuti. "Non basta dare duemila euro al piccolo negozio per farlo sopravvivere, soprattutto se nelle vicinanze ci sono centri commerciali - ha sostenuto Franco Iacop (Pd) - : bisognerebbe piuttosto garantire uno stipendio, un reddito di sopravvivenza". "Ma il problema è urgente - gli ha replicato Lorenzo Tosolini (Lega) - e non si può perdere tempo: ci sono frazioni di mille abitanti che non hanno nessun servizio e questo mette a disagio soprattutto la popolazione più anziana, come hanno reso evidente le limitazioni legate al Covid".

"Questa è una norma - gli ha fatto eco il collega di partito Antonio Calligaris - che era fondamentale già 8-10 anni fa e che ora è addirittura impellente. Del resto se uno sta affogando gli tiri subito una corda, non è che ti metti a pensare a cosa sarebbe meglio fare in seguito...". E il leghista Luca Boschetti ha condito la discussione con un riferimento personale: "Questa norma sarà anche "propaganda", come dice l'Opposizione, ma servirà a mia moglie per andare avanti con la sua attività".

Dell'articolo 14 sono stati approvati tre emendamenti, a cominciare dall'estensione dei benefici ai negozi delle frazioni che ricadono all'interno di Comuni con più di 3mila abitanti. Il testo proposto da Elia Miani (Lega) fissa il nuovo criterio di una popolazione compresa tra 5mila e 15mila abitanti. Modificata, su richiesta dei consiglieri di Progetto Fvg/Ar, anche la previsione del numero massimo di dipendenti degli esercizi interessati ai benefici, da 3 a 5 persone. E' stato infine precisato che i negozi da incentivare devono vendere "in modo prevalente" e non esclusivo prodotti locali e regionali, richiesta avanzata in due emendamenti distinti - poi riunificati - da Mauro Di Bert (Progetto Fvg) e Cristian Sergo (M5S).

L'Aula ha apportato anche tre correttivi all'articolo 11, che dispone incentivi al rinnovo e alla rigenerazione delle attività economiche nei Distretti del commercio. Su iniziativa del capogruppo leghista Mauro Bordin, sono state inserite tra gli incentivi anche le opere di "riqualificazione delle aree destinate a sagre, fiere e mercati". Approvato anche l'emendamento del Pd che prevede, tra le tipologie di spesa da sostenere, quelle relative al marketing del distretto del commercio. Il gruppo del Patto per l'autonomia è riuscito poi a far passare la sua prpoposta di inserire tra i progetti finanziabili anche la promozione ed etichettatura di prodotti locali tipici in una o più lingue minoritarie.

All'articolo 12, che dispone misure per lo sviluppo delle imprese commerciali, è stato infine aggiunto tra i progetti incentivabili - su proposta del gruppo dei Cinque Stelle - "l'adeguamento delle strutture alle misure di contenimento contro la diffusione del Covid 19". ACON/FA-fc



Antonio Calligaris (Lega)
Franco Iacop (Pd)