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INFRASTRUTTURE. ZALUKAR (GM): SERVE ANALISI COSTI/BENEFICI OVOVIA TS

28.06.2022
15:51
(ACON) Trieste, 28 giu - Con la presentazione del progetto delle stazioni dell'architetto Fuksas, il dibattito sulla cabinovia a Trieste si riaccende, con diverse incognite che a tutt'oggi ancora avvolgono la realizzazione dell'opera. Non si tratta di dividersi in guelfi e ghibellini, ma di interrogarsi seriamente sull'opportunità dell'impresa. E non valga l'idea che tanto è già finanziata e che o questa o niente, perché l'impatto ambientale e visivo non è da poco anche se ancora mancano dei rendering. In realtà manca ancora molto altro sia dal punto di vista procedurale, sia da quello dell'opportunità".

Così l'ultima nota di Walter Zalukar, consigliere regionale del Gruppo Misto.

Dal punto di vista dei documenti e delle procedure, Zalukar fa pesente che "per l'effettiva concessione del contributo, devono essere verificati i requisiti previsti dallo strumento europeo del Recovery and Resilience Facility, tra cui l'obbligo di rispettare il principio Dnsh (Do not significant harm), ovvero di non arrecare danno significativo all'ambiente. E qui proprio non ci siamo. E' noto, infatti, che la cabinovia (nel primo progetto definita ovovia) avrebbe un impatto ambientale distruttivo e irreversibile su aree protette della Rete Natura 2000. Perciò il processo di Valutazione ambientale strategica difficilmente potrà avere esito positivo".

"Quanto all'opportunità, andrebbe eseguita una seria e completa analisi costi/benefici capace di allargarsi a un dibattito sul futuro della città e sulla visione della Trieste dei prossimi decenni", rimarca il consigliere di Centrodestra che poi si rifà a una recente interrogazione di Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia) per evidenziare come "la previsione della massiccia presenza di navi bianche a Trieste non sembri avere un saldo positivo da un'analisi costi/benefici: inquinamento dovuto ai motori accessi delle navi, pauroso consumo energetico ed esiguo impatto economico tra le cause del saldo negativo. Ecco quindi che l'idea che l'ovovia riduca l'inquinamento pare risibile, come anche quella che risolverebbe il problema dell'accesso Nord alla città, problema, quest'ultimo del tutto superato dalla grande viabilità e dal prossimo ampliamento del Lisert".

"Mettiamoci pure il fantasioso e ormai vetusto progetto del Parco del Mare e sembra emergere un'idea di città a misura dell'ospite (forse), ma non per il residente. Trieste ha tante vocazioni, anche turistica, ma non è l'unica né la più importante e non bisognerebbe sacrificare a questa quelle a più alto valore aggiunto, legate alla scienza, all'attrattività di imprese di valore e all'importazione di cervelli che consentono il mantenimento di un alto tenore di vita anche ai residenti. Facciamo in modo - è la sua conclusione - di non trasformare la nostra bella città nel luna park della Mittel Europa". ACON/COM/rcm



Walter Zalukar (Gruppo Misto)