ELEZIONI. CABIBBO (FI): DDL 15 PASSO AVANTI PER MIGLIORE GOVERNANCE
(ACON) Trieste, 20 mar - "L'estensione del limite dei mandati
consecutivi da due a tre nei Comuni con popolazione inferiore a
15mila abitanti risponde ad una esigenza più volte rappresentata
dall'Anci e si fonda sulla necessità di garantire ai sindaci, che
hanno ben operato nei piccoli Comuni incontrando il favore degli
elettori, di proseguire nel mandato amministrativo e portare a
compimento i progetti avviati nei mandati precedenti. Questo
anche in considerazione delle difficoltà sempre crescenti cui si
trovano a far fronte quali, ad esempio, la cronica carenza di
personale e l'adempimento di compiti di tipo tecnico, oltre che
politico".
Lo ha sottolineato in Aula il capogruppo di Forza Italia, Andrea
Cabibbo, nella relazione introduttiva relativa al ddl 15 in
materia di elezioni comunali e regionali.
"Nei piccoli Comuni, dove è sempre più difficile coinvolgere i
cittadini nell'amministrazione della cosa pubblica il sindaco -
ha evidenziato Cabibbo - è un riferimento fondamentale per la
comunità. Non si capisce, quindi, per quale motivo debba
continuare ad essere posto uno stretto vincolo a due soli mandati
nei confronti di chi ha ben operato e trova conferma nella
volontà popolare. Si tratta di rispettare la volontà degli
elettori e di rispondere alle esigenze del territorio. Nessun
attacco alla democrazia - ha aggiunto il forzista - come hanno
sostenuto anche i mie altri colleghi della Maggioranza".
L'esponente di Centrodestra è passato poi a illustrare gli
articoli da 3 a 5 del ddl che istituiscono modifiche al sistema
di ballottaggio e al quorum nei Comuni con una popolazione
superiore a 15mila abitanti. "La ratio di tale intervento
legislativo - ha affermato - va ricercata nella sempre maggiore
disaffezione al voto dell'elettorato attivo e, pertanto, nella
necessità di preservare la volontà popolare, onde evitare che il
candidato votato al primo turno con un maggior numero di voti si
ritrovi, a seguito del ballottaggio, superato al secondo turno da
un candidato che ha conseguito un numero minore di voti. Si
tratta di dare maggior peso alla volontà del voto espressa al
primo turno. Il suddetto quorum è già stato da tempo adottato con
risultati positivi dalla Sicilia e dalla Toscana per le elezioni
del presidente regionale".
Sull' art. 6 che propone di disciplinare le modalità e i termini
di raccolta, conservazione e divulgazione dei dati elettorali, in
conformità con le disposizioni del regolamento generale sulla
protezione dei dati, il consigliere regionale ha spiegato che "si
tratta di una necessità tecnica per garantire il rispetto della
privacy e la conformità alle normative vigenti".
"L'analisi condotta sulla proposta di modifica della legge
elettorale regionale - è intervenuto ancora Cabibbo - è un
importante passo avanti verso una maggiore rappresentatività e
partecipazione democratica a livello locale, alla luce del mutato
rapporto dei cittadini con la partecipazione attiva alla
politica. In coerenza con le norme adottate a livello nazionale,
si ritiene che questa riforma miri a garantire una migliore
governance nei Comuni di dimensioni più contenute, consentendo
così una maggiore continuità nell'amministrazione e una più ampia
rappresentanza delle varie sensibilità all'interno della
comunità".
"La riduzione del quorum per il ballottaggio - ha concluso il
capogruppo forzista - offre, inoltre, la possibilità di evitare
situazioni di stallo e di assicurare che il sindaco eletto goda
di un consenso popolare maggiormente rappresentativo,
contribuendo così a rafforzare la fiducia nei processi
democratici locali. Confido che il presente disegno di legge
possa essere celermente approvato dall'Aula con il più ampio
consenso possibile".
ACON/SM-fc