L'arte e la cultura
contenuti
La sede del Consiglio regionale apre le porte all'arte, ospitando esposizioni temporanee visitabili anche dai cittadini presso gli spazi attigui all'aula consiliare.
Oltre alle tradizionali mostre pittoriche, recentemente si sono aggiunte le esposizioni di artigianato artistico e le rassegne fotografiche riguardanti temi d'interesse generale.
Di seguito sono segnalate le mostre allestite dal 2016.
Il disegno come studio e ricerca.
La pittura del maestro Chiaradia.
Palazzo del Consiglio regionale, dal 28 maggio al 21 giugno 2019
Il Consiglio regionale è stato lieto di ospitare il pittore di Caneva negli spazi espositivi della propria sede, a Trieste, per la mostra “Il disegno come studio e ricerca. La pittura del maestro Chiaradia”, inaugurata martedì 28 maggio 2019 nella pausa dei lavori d'Aula.
Con le sue mostre sempre “in transito” ed esposizioni in Italia e all’estero, nonché grazie alla presenza di sue opere in chiese e collezioni pubbliche e private, non è difficile aver avuto modo di imparare a conoscere e apprezzare Pier Antonio Chiaradia per la sua rappresentazione della civiltà contadina friulana ma soprattutto delle Margravie, gli ovali da lui coniugati in forma personalissima nelle figure femminili.
Ancora una volta, le sue pennellate decise quanto i suoi colori sgargianti, ma al pari la sua forte personalità che non cessa di emergere anche quando il colore si smorza, non mancheranno di colpire l’occhio del visitatore. E’ lui stesso a dirci che il disegno è una costante della sua ricerca. E negli olii, nelle tempere, negli acquerelli esposti al secondo piano del Palazzo, traspare questa sua continua ricerca, così come si evince la sua profonda attenzione alla figura umana, che lui pone sempre e comunque al centro. Si tratti di un ricordo doloroso o di una resurrezione da una intima battaglia.
Pier Antonio Chiariadia, da giovane allievo quale fu di Luigi Tito presso la Scuola libera del nudo dell'Accademia di Belle Arti a Venezia, negli anni è diventato un artista di rilievo, dedito anche a murales, sculture e incisioni.
Accogliamo dunque con vero piacere le opere di questo Maestro, che proprio dal docente veneziano imparò che “…col color ti pol far quel che te vol…”.
Dalla Presentazione del Presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin
Catalogo in mostra, ingresso libero.
Tributo a Elio Ciol
Mostra fotografica
Palazzo del Consiglio regionale, dal 26 marzo al 17 maggio 2019
Dal 26 marzo, al primo piano del Palazzo consiliare, è allestita la mostra fotografica del Maestro Elio Ciol, al quale il Consiglio regionale ha voluto tributare un riconoscimento in occasione dei 90 anni e della lunga e importante attività di artista e fotografo affermato in Italia e in campo internazionale.
La mostra è stata inaugurata martedì 26 marzo, alle 13.30, al termine dei lavori della seduta antimeridiana dell'Aula, dal Presidente del Consiglio regionale.
____
Elio Ciol nasce a Casarsa della Delizia (Pordenone) nel 1929.
Inizia giovanissimo a lavorare nel laboratorio del padre, acquisisce esperienza tecnica ed elabora un personale modo di esprimersi attraverso la fotografia, soprattutto riguardo al paesaggio. È sempre alla ricerca di nuove dimensioni espressive. Dal 1955 al 1960 è attivo nel circolo fotografico “La Gondola” di Venezia. Nel 1962 partecipa come fotografo di scena al film Gli Ultimi di Vito Pandolfi e Padre David Maria Turoldo. L'anno dopo, 1963, a Milano, collabora con Luigi Crocenzi alla realizzazione della Fondazione Arnaldo e Fernando Altimani per lo studio e il linguaggio delle immagini. Ha esposto in mostre personali e collettive, in Italia e all'estero. Sue fotografie sono presenti in collezioni private e in istituzioni pubbliche, in Italia e all'estero. Molti i premi e i riconoscimenti ricevuti nella sua lunga attività. Nel dicembre 2001 il New York Times gli ha dedicato uno spazio nella sezione Arts and Leisure. Collabora con importanti case editrici. Ha contribuito alla realizzazione di oltre duecento volumi. Da sessant'anni Elio Ciol scrive con la luce, tracciando un lungo e affascinante itinerario fotografico. È autore di numerosi libri fotografici.
Alcuni dei riconoscimenti più recenti:
1992, Londra, Premio Kraszna Krausz per il fotolibro Assisi, a pari merito con i libri di Sebastio Salgado, Paul Strand e Irving Penn;
1995, Spilimbergo, Premio Speciale Friuli Venezia Giulia Fotografia;
1996, Londra, Premio Kaszna Krausz per il fotolibro Venezia a pari merito con Robert Doisneau, Eric Hartmann e Naomi Rosemblum;
1997, Amsterdam, World Press Photo, terzo premio nella categoria Natura e Ambiente; 2003, Padova, Premio Foto - -
Padova 2003 per il miglior fotolibro con il volume Ascoltare la luce.
Vive e risiede tuttora nella cittadina friulana di Casarsa.
(Biografia tratta dal sito ufficiale del fotografo)
Patrizia Schoss
Mostra antologica
Palazzo del Consiglio regionale, dal 28 marzo al 21 maggio 2019
Dal 28 marzo, al secondo piano della sede consiliare, è stata allestita la mostra antologica di Patrizia Schoss, che resta visitabile fino a venerdì 21 maggio.
‘Segno grafico raffinato, preciso, minuzioso, per costruire piccoli universi surreali, attraenti e spaventevoli, che invitano l’osservatore a cercare il dettaglio, a scoprire le molteplici allusioni, a indagare fra le forme in metamorfosi per contare quante e quante creature chimeriche e mitologiche, animali, vegetali e umane, vi si nascondano.
Chi di lei ha scritto, ha evocato gli antichi bestiari medievali, le creature fantastiche tanto care al rinascimento o al maestro fiammingo Hieronymus Bosch o le immagini cinquecentesche dell’Arcimboldo, l’Art Nouveau e le fiabe dei Fratelli Grimm. Tutto questo e altro ancora, tra l’illustrazione scientifica e quella immaginifica per accompagnare un libro per l’infanzia o la rivelazione del proprio inconscio.
Accogliamo l’implicito invito dell’artista a lasciarci sedurre dal misterioso groviglio di segni, a farci condurre altrove dalle sue visioni fantastiche, e auguriamo a Patrizia Schoss di continuare a trasporre le sue introspezioni con l’eleganza che contraddistingue il suo tratto.‘
(Dalla presentazione del catalogo del Presidente del Consiglio regionale)
Approfondimenti:
Patrizia Schoss appartiene a un’antica famiglia triestina ma è nata a Moltrasio sul lago di Como. Oggi vive e opera a Trieste.
Ha studiato a Milano, prima al liceo artistico e poi all’Accademia di Belle Arti di Brera con Domenico Purificato. Espone in sedi prestigiose dalla fine degli anni settanta: la prima personale ha luogo a Milano al Centro dell’Incisione Alzaia Naviglio Grande. In seguito tiene una seconda mostra nello stesso centro e partecipa a esposizioni organizzate in diverse città italiane e alla Fiera di grafica internazionale di Bologna. Altre personali hanno luogo a Trento, alla Galleria 9 Colonne; a Milano, alla Galleria Il Mercante e alla Galleria Cortina, dove viene introdotta da Gillo Dorfles; a Trieste alla Sala Comunale d’Arte, presentata dall’architetto Marianna Accerboni.
(Dalla biografia in calce al catalogo a cura dell'arch. Marianna Accerboni)
Ideazione artistica, cura critica, progetto grafico della mostra e della monografia a cura di Marianna Accerboni.
La mostra è stata inaugurata nella pausa dei lavori d'Aula del 28 marzo 2019.
Mercoledì 17 aprile e mercoledì 8 maggio, alle ore 17, l’artista terrà una visita guidata alla mostra.