L'arte e la cultura

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La sede del Consiglio regionale apre le porte all'arte, ospitando esposizioni temporanee visitabili anche dai cittadini presso gli spazi attigui all'aula consiliare.

Oltre alle tradizionali mostre pittoriche, recentemente si sono aggiunte le esposizioni di artigianato artistico e le rassegne fotografiche riguardanti temi d'interesse generale.

Di seguito sono segnalate le mostre allestite dal 2016.


 

29 ottobre 2025

Mostra “Virtuosismi goriziani. La storia e le trame della Scuola Merletti di Gorizia”

Il percorso espositivo, curato dall’ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, si propone come un vero e proprio viaggio culturale attraverso la storia e l’evoluzione, nel corso dei secoli, della Scuola Merletti di Gorizia, istituzione che da sempre promuove e valorizza questa eccellenza dell’artigianato artistico locale.

Nella prima sezione viene messo in luce il ruolo fondamentale delle Madri Orsoline, giunte a Gorizia nel 1672, che introdussero in città l’arte del merletto a tombolo e fuselli. Con l’apertura dell’educandato – la cosiddetta “scuola di fuori” – rivolto alle ragazze della città, nacque la prima e unica istituzione scolastica femminile dell’epoca. Vi studiarono fino a un centinaio di alunne, che appresero le tecniche del ricamo e dei “merli”. I loro lavori, poi venduti, costituivano anche una preziosa fonte di sostentamento. Durante l’Impero asburgico venne inaugurata la prima scuola di merletto e, successivamente, sorsero numerose scuole superiori dedicate all’insegnamento di quest’arte.

La seconda sezione della mostra raccoglie i bozzetti e i disegni preparatori utilizzati per la realizzazione dei lavori a tombolo, offrendo uno sguardo ravvicinato sulla fase creativa e progettuale delle merlettaie.

La terza sezione è dedicata alla fondazione della Scuola Merletti di Gorizia nel 1902, a opera della locale Camera di Commercio, e al suo sviluppo nel tempo. Attraverso fotografie d’epoca e manufatti, viene raccontato il ruolo della Scuola nell’innovazione, nella trasmissione delle tecniche tradizionali e nella diffusione culturale del merletto, testimoniando l’impatto che essa ha avuto sull’intero territorio.

Infine, la quarta sezione presenta una selezione di immagini e opere contemporanee che testimoniano la vitalità e l’originalità dell’arte del merletto oggi. Le sperimentazioni e i nuovi linguaggi creativi promossi dalla Scuola delineano così le nuove frontiere di un’arte antica, capace di rinnovarsi nel tempo senza perdere le proprie radici.

Inaugurazione: mercoledì 29 ottobre, ore 13.30 presso la Sala dei Passi Perduti, antistante l'Aula del Consiglio regionale.


 

 
01 ottobre 2025

Mostra "Suoni e Colori" di Antonio Pirone

La poliedricità, la fantasia e il continuo desiderio di sperimentazione sono le caratteristiche tipiche di Antonio Pirone, che realizza i suoi lavori utilizzando vari tipi di tecniche: l’olio su tela, la tempera, gli acquerelli, gli acrilici, i gessetti colorati, il collage.

La critica ha più volte sottolineato la sua originalità e la capacità di coinvolgere il pubblico in un’esperienza sensoriale totale. Guardando le sue tele si ha l’impressione che i colori dialoghino tra loro, proprio come gli strumenti di un’orchestra: a volte in armonia, a volte in contrasto, ma sempre con intensità. 

Antonio Pirone, è nato in provincia di Avellino nel 1952. Si è formato all’Accademia di belle arti di Napoli e da giovane si è trasferito a Udine, dove ha trovato la sua casa e il suo spazio creativo.

Pittore, scultore e docente di arte, ha sempre amato la pittura di tipo gestuale, nella quale cerca di condurre la sua mano con naturalezza e spontaneità. I soggetti che ricorrono nelle sue opere sono sempre stati ispirati dai ricordi, dalle emozioni personali e, in modo particolarmente profondo, dalla musica.

Violini, chitarre, pianoforti non vengono solo rappresentati, ma diventano metafore visive, che evocano la stessa energia liberatoria del suono. Nelle sue composizioni si possono osservare vedute di piazze, scorci di paesaggi urbani monumentali, strumenti musicali riassemblati in modalità sempre imprevedibili e sorprendenti.

Inaugurazione: mercoledì 1 ottobre, ore 13.30 presso la Sala dei Passi Perduti, antistante l'Aula del Consiglio regionale.


 

 
24 luglio 2025

Mostra 'Malta madòns e co pous torni'

Il titolo della mostra racchiude più di un secolo di storia friulana e riflette il pensiero di Renato Appi sull’emigrazione, analizzata prima nei suoi risvolti familiari e poi in quelli sociali.

“Malta, madòns”  - esclamazione simbolica della poesia “Lasimpòn”, la più famosa dell'autore - è dedicata ai sogni, alle speranze e crude realtà vissute da chi partiva per l'estero senza sapere se, e quando, avrebbe potuto fare ritorno o anche solo abbracciare, una volta soltanto, i propri cari lontani.

“Co puòs torni” diventa il messaggio di speranza che rafforza l’identità friulana e il senso di appartenenza alle proprie radici. Un aggrapparsi alle origini per rivendicare dignità e diritti secolari della “Piciule Patrie”. Nelle sue poesie, Appi rievoca drammi e difficoltà, ma anche successi e riconoscimenti ottenuti dai friulani nel mondo, rendendo omaggio a una comunità che ha saputo affrontare le sfide dell’esilio con tenacia e orgoglio.

La rassegna propone alcune poesie di Renato Appi dedicate ai temi dell’emigrazione, accompagnate da una selezione di fotografie raccolte e catalogate principalmente da Appi e Ottorino Burelli negli anni ’80, per un costituendo “Istituto di storia dell’emigrazione friulana”. Questo prezioso patrimonio è oggi il nucleo fondante dell’archivio fotografico dell’Ente Friuli nel Mondo.

Le immagini, corredate dalle didascalie originali dei due catalogatori, coprono un arco temporale che va dai primi decenni del Novecento – quando la fotografia cominciava a essere accessibile a molti – fino agli anni Sessanta e Settanta. Particolare attenzione è rivolta ai periodi successivi alle due guerre mondiali, quando l’emigrazione friulana raggiunse i suoi picchi.
Uno spaccato di lavoro, volti e dignità che Appi ha sempre considerato espressione autentica dell’eccellenza friulana.

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Renato Appi (Cordenons 1923-Pordenone 1991) è una figura poliedrica del panorama culturale friulano impegnato come poeta, drammaturgo, narratore, ricercatore di tradizioni, animatore culturale e una forte attenzione ai friulani “ovunque sparsi nel mondo”, al punto da essere stato definito un “alabardiere della friulanità”. Per un decennio è stato vicepresidente della Società Filologica e dell’Ente Friuli nel Mondo. Vasta la sua produzione sia personale di poesie, racconti e teatro sia quella di raccolta di testimonianze, tradizioni, espressioni linguistiche, immagini della civiltà contadina che stava cedendo il passo a quella industriale. 

Inaugurazione: giovedì 24 luglio, ore 13.30 (nella pausa della seduta antimeridiana dell'Assemblea), presso il corridoio dell’emiciclo antistante l'Aula del Consiglio regionale.